Trattamento fiscale delle operazioni di trading online: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

trattamento fiscale del trading online

Forex trading

L’interpello del trader…

Amici investitori, oggi tratteremo la tassazione dei proventi o delle perdite derivanti dal trading online.

Forex, rialzoSe ci si è affidati a broker con sedi all’estero, essi non vengono considerati dal fisco italiano come sostituti d’imposta, quindi il soggetto dichiarante deve indicare i proventi dal trading effettuato con tali broker nel quadro RT del modello Unico 2016 PF dalla riga 21 a fino alla riga 30.

Per quanto concerne minusvalenze, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento attraverso la risoluzione 71/E del 1 settembre 2016, specificando che tali importi vanno indicati al rigo RT93, colonna 5.

Con questa risoluzione, l’Agenzia delle Entrate chiarisce ogni aspetto relativo al trading online, dando una interpretazione ufficiale rispetto ad uno specifico interpello chiesto da un contribuente che richiedeva specifiche indicazioni circa la legittimità dell’indicazione delle perdite all’interno del modello Unico. Inoltre il contribuente tramite lo strumento dell’interpello richiedeva se fosse possibile che un broker non residente nel territorio dello Stato potesse applicare il regime del risparmio amministrato, e le formalità da rispettare per non incorrere in irregolarità di carattere fiscale nel caso in cui tale regime venisse applicato da broker situati in paesi UE o Extra UE e, in particolare, in paesi a fiscalità privilegiata.

Trading online, il parere dell’Agenzia delle Entrate

La risposta dell’agenzia delle Entrate è partita analizzando la natura dei contratti Forex e delle Operazioni Binarie, arrivando a concludere che in entrambi i casi, ai fini del calcolo dell’imponibile, si devono considerare redditi (o perdite), la somma algebrica positiva o negativa, ricevuti o persi, in relazione a ciascuno dei rapporti. Quindi, il contribuente deve indicare tali redditi nel quadro RT del modello UNICO PF e cumulare tali redditi con eventuali altri redditi posseduti (reddita da lavoro dipendente, redditi fondiari etc etc) e determinare l’imposta da versare. Una eventuale minusvalenza deve essere indicata nel quadro RT e potrà servire ad abbattere il reddito nei quattro periodi d’imposta successivi.

l’Agenzia delle entrate per quanto riguarda la domanda di poter applicare il regime fiscale del risparmio amministrato da parte di broker con sede in paese UE ed Extra Ue, ha dato parere negativo, per cui l’applicazione ed il versamento dell’imposta sostitutiva al 26% sui redditi derivanti dal trading (trattenuta e versata dall’intermediario) è applicabile solo se si è instaurato un rapporto con una società che ha sede in Italia o almeno stabile organizzazione sul territorio dello Stato.

Per una corretta indicazione all’interno del modello UNICO di eventuali plusvalenze/minusvalenze, il contribuente deve farsi rilasciare dai broker esteri delle attestazioni, che devono essere tenuti agli atti da parte del contribuente in caso di controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Inoltre oltre ad eventuali plusvalenze/minusvalenze, il contribuente che detiene rapporti, contratti derivati o altri rapporti finanziari con società che hanno sede al di fuori del territorio italiano, deve dichiarare tali rapporti nel quadro RW del modello UNICO, in quanto tali possedimenti sono soggetti a tassazione in Italia ed assoggettati alla IVAFE (imposta sul valore delle attività finaziarie detenute all’estero), il valore da dichiarare sarà il valore dei titoli o rapporti detenuti al 31/12 e su cui si applicherà un’aliquota del 2 per mille.

Link: Agenzia delle Entrate.

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