Tasso fisso o variabile? Perché molti scelgono il primo?

Tasso fisso o variabile? Perché molti scelgono il primo?

E’ meglio un mutuo a tasso fisso o variabile?

Il dilemma tra tasso fisso o variabile è forse il più comune quando si parla di mutui. Chiunque si sia trovato nella condizione di dover aprire un mutuo si sarà posto infatti questa domanda, e innumerevoli sono le teorie sviluppate al riguardo.

La vera novità è che gli italiani sembrano aver preso una direzione netta nelle loro decisioni, almeno in questo periodo. Il mutuo a tasso fisso sembra infatti farla da padrone rispetto al variabile.

La scelta tra tasso fisso o variabile nel 2018

Vediamo quindi cosa sta succedendo in questi mesi, quali sono le scelte degli italiani tra mutui a tasso fisso o variabile. A farla da padrone, come abbiamo accennato, sembra essere il tasso fisso, con valori insospettabili fino a qualche anno fa (secondo alcune stime sarebbe circa dell’80% la percentuale a favore del tasso fisso sul variabile). Questo fenomeno riguarderebbe non solo i nuovi mutui, ma anche le surroghe. Qual è il motivo di questo forte sbilanciamento a favore del tasso fisso? E’ davvero più conveniente rispetto al variabile?

Il tasso fisso ha surclassato il variabile: perché?

Da un’analisi attenta dello scenario macroeconomico, politico e, non ultimo, del mercato specifico dei mutui, le motivazioni alla radice di questa scelta si possono ricondurre a due filoni: uno più oggettivo e logico, condivisibile, uno molto più emotivo e, per certi aspetti, discutibile. Questo non vuol dire che l’opzione tasso fisso rispetto al variabile sia da condannare, tutt’altro. Vediamo nel dettaglio quindi quali sono le ragioni che fanno propendere verso il tasso fisso il mercato dei mutui

La scelta del fisso rispetto al variabile: motivazioni razionali

cosa scelgo, tasso fisso o variabile?In questo momento i tassi ufficiali (il tasso BCE e, di conseguenza, l’Euribor e l’Eurirs) sono ai minimi storici – l’Euribor ad esempio è in territorio negativo da parecchio tempo. Anche se, come vedremo, non sono previste rapide risalite dei tassi, è opinione comune che, considerati i valori attuali, questi possano solo risalire nel medio-lungo termine, e la durata dei mutui, come sappiamo, può essere anche molto elevata.

Inoltre lo spread applicato dalle banche per i mutui a tasso fisso in questa fase è particolarmente contenuto. Come sappiamo, i mutui a tasso fisso in fase iniziale hanno degli interessi maggiori rispetto al variabile, in quanto va remunerata la certezza della rata, che per il mutuo a tasso fisso sarà costante nel tempo. In questo periodo la forbice è particolarmente ridotta, secondo alcuni osservatori perché le banche vogliono in questo modo acquisire clienti sul tasso fisso e quindi fidelizzarli per un lungo periodo (quando i tassi risaliranno, sarà praticamente impossibile trovare un mutuo più conveniente).

Non deve meravigliarci quindi che la scelta di molti italiani, pur essendo anche il variabile molto conveniente in questo periodo, ricada sul tasso fisso: i tassi ufficiali potranno solo aumentare (e quando accadrà nessun mutuo a tasso fisso sarà più così conveniente), e la differenza iniziale col variabile è ridotta: perché rischiare?

La scelta del fisso rispetto al variabile: l’emotività

Ci sono però anche delle altre motivazioni alla base delle scelte di questo periodo, e riguardano lo scetticismo, per non dire la preoccupazione, sulla particolare situazione economica e politica del nostro paese.

Da una parte siamo usciti da una recessione recente ma ancora non siamo di fronte ad una ripresa decisa dell’economia. Anzi, secondo alcuni non si può escludere del tutto un nuovo periodo di difficoltà per l’economia italiana ed europea in generale.

Inoltre la risalita dello spread BTP/Bund desta molta preoccupazione ed è al centro del dibattito politico. Molti lo associano ad un altro periodo di crisi di qualche anno fa, quello sfociato nel governo Monti.

La tendenza quindi è in genere quella di ridurre il rischio, e per chi deve aprire un mutuo, questo si traduce nella scelta del tasso fisso, e non del variabile.

Su questi punti però è opportuno fare chiarezza:

  • Lo spread BTP/Bund ha un impatto relativo sull’Euribor, che è il principale tasso utilizzato per indicizzare l’interesse dei mutui a tasso variabile. Si tratta infatti di un indice “europeo” (il tasso applicato dalle principali banche europee nei prestiti tra di loro) che non risente direttamente delle vicende di casa nostra
  • La lenta ripresa dell’economia in realtà favorisce un contenimento dei tassi, quindi chi è in procinto di aprire un mutuo a tasso variabile dovrebbe preoccuparsi maggiormente di un’eventuale ripresa decisa dell’economia stessa

Registriamo quindi una maggiore cautela nelle decisioni, dovute più ad un’emotività diffusa che ad elementi razionali.

Leggi anche: Cos’è l’Euribor e come viene calcolato

A questo punto conviene veramente il tasso fisso?

tasso fisso o variabile una scelta importante per le tascheNon possiamo, a questo punto, non ricordare il consiglio che sempre mr. Banca si sente di dare. La domanda se sia meglio il tasso fisso o il variabile non andrebbe posta in assoluto, ma in relazione alla durata del mutuo che si vuole aprire. Il tasso variabile sarà tanto più rischioso quanto più lunga sarà la durata del  mutuo. Inoltre aumenti dei tassi nei primi anni saranno più dannosi di quelli che si potranno verificare nella fase finale del periodo di ammortamento.

  • Il tasso fisso in questo momento è particolarmente conveniente, e probabilmente, se si è orientati su questa soluzione, questo potrebbe essere il momento migliore per sottoscriverlo
  • Il tasso variabile in partenza (ovvero se guardiamo le prime rate) è sempre più conveniente del fisso, ma i tassi sono destinati a risalire. Inizialmente questa ripresa dovrebbe essere lenta, quindi potrebbe essere ancora una valida soluzione per i mutui di durata non troppo elevata
  • In generale il momento per i mutui è estremamente favorevole. Se non si è amanti del rischio, “accontentarsi del fisso” per avere la certezza della rata per tutta la durata del mutuo sembra essere una strada molto attraente, ed è questa in sintesi la scelta che stanno facendo gli italiani.

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