Stangata in arrivo per Airbnb?

LA COMMISSIONE EUROPEA ALZA LA VOCE

Airbnb, il popolare sito web dove è possibile affittare per brevi periodi qualsiasi tipologia di casa, è stato avvisato dalla Commissione Europea di rispettare gli standard previsti al fine di non andare incontro a pesanti sanzioni finanziarie.

Bruxelles ha avvertito Airbnb, infatti, di cambiare il modo in cui i prezzi sono attualmente mostrati oltre a migliorare la protezione offerta agli utenti. In caso di mancato rispetto delle normative l’azienda potrebbe essere investita da una pesante azione legale in ciascuno dei 28 Stati membri dell’UE.
“Le procedure potrebbero comportare sanzioni diverse nei diversi stati membri – non abbiamo sanzioni armonizzate nell’UE”, ha affermato Vera Jourova, commissaria europea per la giustizia e i consumatori.

Secondo la Commissione, braccio esecutivo dell’Unione europea, i prezzi di Airbnb non sono sufficientemente trasparenti e le sue condizioni non garantiscono pienamente i diritti dei consumatori europei.

Nel dettaglio:
Riguardo l’importante aspetto della tutela e delle garanzie verso i clienti, la commissione chiede:

  1. La modifica dei termini e delle condizioni atte ad impedire agli utenti di terminare il contratto senza una dovuta spiegazione
  2. Fornire maggiori garanzie ai clienti che intendono intentare una causa per violazione delle leggi sulla tutela dei consumatori.
  3. Garanzia da parte di Airbnb che ogni azione legale avvenga nello stato membro in cui risiede il denunciante
  4. Informativa preventiva ai consumatori circa le modifiche unilaterali sulle clausole e condizioni con possibilità di rescindere in contratto.
  5. La sospensione del contratto da parte di Airbnb deve essere motivata in modo chiaro ai consumatori, disciplinata e regolamentata e non deve impedire al consumatore del diritto ad un congruo indennizzo o di presentare ricorso

Riguardo invece la trasparenza dei prezzi e alle pratiche sleali l’Europa chiede di rivedere i seguenti punti:

  1. Modificare le informazioni sui prezzi che vengono mostrate nelle fasi iniziali della ricerca. Secondo la commissione europea dovrebbe essere sin da subito mostrato il prezzo totale comprensivo di tasse e servizi obbligatori. Laddove non sia possibile calcolare il prezzo finale dovrebbe essere comunicato in modo chiaro che il prezzo mostrato potrebbe subire delle modifiche per via di eventuali costi addizionali.
  2. Viste le differenze relative alle norme dei consumatori Airbnb ha l’obbligo di esplicitare in modo chiaro e trasparente se le offerte sono fatte da parte di un privato o di un professionista.

“I consumatori devono capire facilmente per cosa e quanto dovrebbero pagare per i servizi e avere regole eque – per esempio sulla cancellazione dell’alloggio da parte del proprietario”, ha dichiarato ancora .

Airbnb negli ultimi anni è stato sottoposto a crescenti pressioni da parte dei governi europei, che lo accusano di far salire i prezzi degli affitti. Nel 2016 la società è stata multata per 600.000 euro dalle autorità di Barcellona per aver infranto le regole di licenza della città per glia affitti a breve termine. La commissione Europea ha concesso ad Airbnb fino alla fine di agosto per proporre soluzioni dettagliate su come portare la sua condotta in conformità con la legislazione dei consumatori dell’UE.

Airbnb ha comunque rilasciato  dichiarazioni in merito a questa importante e delicata questione dicendo che prende sul serio queste richieste e si impegna a essere il più trasparente possibile per la nostra comunità.

Secondo Airbnb gli ospiti vengono comunque già informati di tutte le tasse, inclusi gli oneri di servizio prima di confermare la loro prenotazione ma hanno aggiunto che lavoreranno di concerto con le autorità competenti per chiarire i punti sollevati.

Bruxelles sta anche analizzando la possibilità di dare maggiori poteri ai consumatori per denunciare collettivamente le aziende che violano i loro diritti dopo, ad esempio, gli scandali societari di alto profilo come il dieselgate di Volkswagen.
Ms Jourova ha detto inoltre che la commissione sta esaminando anche i nuovi termini e condizioni introdotti da Facebook quest’anno in risposta alla fuga di dati di Cambridge Analytics e alle nuove leggi UE sulla protezione dei dati.
“Stiamo ora osservando come Facebook sta chiedendo di ottenere il consenso per il trattamento dei dati personali e se sono abbastanza chiari nei loro termini e condizioni”, ha puntualizzato.

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Questa vicenda dimostra ancora una volta l’attenzione della commissione Europea riguardo i temi di trasparenza a tutela dei consumatori. I servizi offerti devono essere chiari e agevolare i consumatori, non dovrebbero in alcun modo nascondere delle regole volte esclusivamente alla tutela delle aziende stesse.

Purtroppo non sempre questo avviene ed è bene quindi leggere sempre attentamente i termini contrattuali prima di sottoscrivere un qualsiasi servizio.

 

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