Quel minestrone chiamato 2017

Le opportunità e i rischi nei mercati previsti per il 2017

Il 2017, tante opportunità e alcuni rischi…

2017 per MrBanca.com

E’ da poco finito il 2016 segnato da due grandi avvenimenti che troveranno spazio nei libri di storia delle prossime generazioni e che sicuramente modificheranno gli equilibri mondiali nei successivi anni: la vittoria del Leave nel referendum Brexit e la vittoria a sorpresa di Donald Trump contro Hillary Clinton alle presidenziali USA come ve l’abbiamo raccontata anche noi di MrBanca.com.

Per il 2017 la britannica Oxford Economics ha predetto dieci macro eventi economico-politici globali

  • L’inizio della reflazione negli USA, ovvero, l’espansione della domanda e i relativi effetti che si accompagnano alla fase di ripresa economica e di mercati grazie agli investimenti promessi da Trump.
  • La lenta crescita prevista del PIL mondiale di 2,6% rispetto al 2,2% del 2016. Va sottolineato che sono tuttora presenti ancora molti fattori di rischio e che questo tasso di crescita è comunque inferiore alla media annuale del 2,8% negli ultimi 30 anni.
  • Il commercio mondiale cresce del 2,7%. Superiore rispetto al 1,3% del 2016 ma ben al di sotto la media storica del 5%. Questa minor crescita rispetto alla media è causata dalla frenata delle liberalizzazioni e dall’invecchiamento della catena produttiva.
  • La crescita globale dei mercati emergenti, o BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), nel 2017 ma non tutti allo stesso modo. In particolare Russia e Brasile escono dalla recessione ma hanno una debole bilancia dei pagamenti, un alto debito in dollari e sono esposti al neo-protezionismo Usa. Molto probabilmente si dovrà fare i conti con un rallentamento ulteriore della crescita dell’economia cinese.
  • La crescita dell’economia britannica nonostante la Brexit e le sue previsioni nefaste che si stima dell’1,5% e che testimonia un buono stato di salute della stessa. La crescita del PIL è rallentata leggermente nel terzo trimestre ma resta più forte rispetto agli anni precedenti. La parte del leone l’ha fatta la crescita delle esportazioni, mentre la domanda interna non ha soddisfatto le aspettative. L’attività economica è in buona salute: la transizione politica dopo le dimissioni dell’ex primo ministro David Cameron e la politica monetaria di stimolo della banca centrale sono riusciti a mantenere la fiducia dei consumatori e delle imprese a livelli ragionevoli. Tuttavia, il deprezzamento della sterlina, l’aumento dell’inflazione e gli aumenti salariali insufficienti potrebbe infine incidere sul consumo delle famiglie. L’incertezza politica che deriva dal referendum continuerà a influenzare gli investimenti nel paese. Un rallentamento della crescita è previsto nel corso 2017 ma le misure politiche accomodanti adottate dalla Banca d’Inghilterra dovrebbero riuscire ad attutire l’impatto.
  • La crescita superiore alle previsioni nell’Eurozona che è stimata pari all’1,5%. Più inflazione e rendimenti dei bond più alti. Continuerà l’asfissiante pressing della politica monetaria della BCE, sotto forma di quantitative easing e tassi di interesse negativi che rafforzeranno l’inflazione e la crescita in tutta l’area dell’euro.
  • La parità Euro-Dollaro entro la fine del 2017. Questo evento sarà guidato da due fattori paralleli: la politica europea e il rafforzamento del dollaro dopo l’aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
  • La vittoria dei rendimenti del mercato azionario rispetto a quello dei bond per il secondo anno consecutivo. I tre principali indici statunitensi sono a livelli record, al FTSE 100 è mancato molto poco per raggiungere il livello più alto a metà ottobre. Il mercato azionario continuerà a mostrare una buona performance anche il prossimo anno mentre il rendimento dei bond in generale sarà molto basso.
  • La crescita dei salari nelle economie avanzate nel 2017. Tra i fattori che contribuiranno quelli determinanti sono: la riduzione dell’ingresso nel mercato di lavoratori a basso stipendio e la ripresa del turnover.
  • La stabilità prevista della Moneta cinese (Renminbi o yuan) rispetto al dollaro dopo che le autorità cinesi limiteranno in maniera importante le fuoriuscite di capitale. La Cina non cresce più come prima ma le sue stime di crescita per il 2017 sono comunque del +6,5%. La Cina si sta sempre più trasformando da un’economia abituata a steroidi monetari e legata all’accesso al credito facile ad una maggiormente basata sui consumi, come accade in America e Occidente.

Leggi anche: Boom o Crash per Wall Street nel 2017? Tutte le informazioni sono qui

Italia: una crescita modesta

VeneziaLe stime di crescita per l’Italia nel 2017 mostrano un paese si muove lentamente fuori dalle sabbie mobili della crisi. Istat, Bankitalia e Abi si attendono una crescita compresa tra lo 0,9% e lo 0,8%. Più pessimista BNP Paribas, che parla di un rallentamento allo 0,4% e giustifica con la sua posizione adducendo i bassi consumi interni, i problemi delle banche, il rallentamento della crescita dei salari e della creazione di nuovi posti di lavoro. Per dare una prospettiva: appena un anno fa, in sede di redazione del Documento di economia e finanza per il triennio 2016-2018, il governo stimava una crescita dell’economia italiana dell’1,6%. Secondo le stime Istat la crescita nel 2017 sarà trainata dalla domanda interna (+1,2%). Sul fronte occupazionale, i posti di lavoro dovrebbero crescere dello 0,6% e la disoccupazione diminuire all’11,3%. Aumentano la fiducia dei consumatori e i segnali positivi da parte dell’industria. Atteso un aumento modesto anche per l’inflazione, 0,6%, secondo Centro Studi Confindustria.

La vittoria del No al Referendum Costituzionale e le dimissioni del premier Renzi, di cui vi abbiamo parlato anche noi di MrBanca.com, hanno condotto all’instaurazione del governo Gentiloni ed aumentata la percezione di instabilità politica del paese e in particolare su quella del suo tormentato sistema bancario, tra i 10 più deboli del mondo secondo l’agenzia di rating Moody’s.

La tendenza rialzista del petrolio

Petrolionel 2017 è prevista una tendenza rialzista del petrolio. Si stima per il 2017 che il prezzo del Brent sarà di circa 55 dollari al barile, dopo l’ultimo accordo dell’Opec per tagliare la produzione. La previsione di forte crescita del mercato del petrolio è, principalmente, collegata alla maggiore spesa per le infrastrutture negli Stati Uniti attesa dopo l’insediamento di Trump. Inoltre, l’organizzazione dei 12 paesi esportatori di petrolio, meglio conosciuta come OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries), farà fronte alle numerose richieste degli stati membri e controllerà l’offerta di altri paesi come la Russia, mentre continua la guerra dei prezzi tra il blocco e i produttori alternativi. Un altro impatto sui prezzi potrebbe provenire dalla crescita della produzione di scisto (un petrolio non convenzionale) statunitense. La produzione è stata in passato ostacolata dalle difficoltà tecniche e dagli elevati costi ma nel 2017 saranno aumentati gli investimenti nella ricerca e nella produzione.

Gli imprevisti politici. Un fattore imprevedibile per i mercati.

Nel 2016, i mercati sono usciti vincitori nonostante il voto dei britannici per Brexit, il voto degli americani per Trump, il terrorismo in Europa e la crisi dell’immigrazione un po’ dovunque. Gli investitori hanno continuato a comprare azioni e, seppur meno rispetto al passato, obbligazioni, spingendo i mercati verso nuovi record. I politici inaspettati, i trader, i banchieri e i fondi d’investimento hanno reagito con calma, insistendo che il bicchiere era mezzo pieno. Le banche centrali, soprattutto quella europea, hanno contribuito alla serenità dei mercati con i loro aiuti miliardari, i tassi bassissimi e la moderazione nei toni utilizzati per commentare i suddetti eventi.

Totò, elezioni.Il 2017 sarà un anno ricco di emozioni. Sarà «l’anno delle elezioni»: Germania, Francia e Olanda andranno sicuramente alle urne e, molto probabilmente, anche l’Italia. Al momento, i sondaggi non prevedono vittorie clamorose di partiti estremisti ma la storia recente (Brexit e Trump) ha dimostrato come i risultati di questi siano diventati ormai poco affidabili. Troppe sono le variabili che possono orientare il voto dei cittadini ed in particolare per quelli europei.

Negli Usa, i problemi potrebbero arrivare quando Trump e il suo governo, imbottito di ex-banchieri di Goldman Sachs e capitani d’industria, inizierà a governare. Per ora, gli investitori hanno dato il beneficio del dubbio a Donald ma come spesso noi di mrbanca.com vi raccontiamo… l’umore dei mercati è vulnerabile per cui basta un Tweet poco opportuno di Trump, una decisione economica non logica o, peggio, una crisi diplomatica con la Cina a far concludere la luna di miele.

Il 2017 sarà un anno pieno e mai noioso!

Ipse dixit: “Pensa alla grande, sii ottimista! Non dare mai segni di debolezza, mira sempre dritto alla gola. Compra a poco e vendi a molto. La paura è un problema che non ti riguarda! Nessuna esperienza precedente può averti preparato per assistere alla carneficina a cui assisterai fra poco. La finale di baseball, le Olimpiadi, quella tensione era niente al confronto! In questo palazzo uccidi o vieni ucciso, in trincea non si fanno amici e non si prendono prigionieri! Tu entri avendo mezzo milione in germogli di soia e un attimo dopo i tuoi figli non hanno più neanche le scarpe!”

Dal film “Una poltrona per due” del 1983 con Dan Aykroyd ed Eddie Murphy. Louis parla a Billy Ray, mentre entrano a Wall Street.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*