Previsioni su Euribor e tassi sui mutui: quali novità per il 2018?

Le notizie su mercato azionario e sulle posizioni assunte dalla BCE nel 2018 possono comportare un drastico mutamento delle prospettive sull’ Euribor e sull’Eurirs e, di conseguenza sui tassi dei mutui? E’ la domanda che molti si stanno ponendo in queste settimane. L’andamento e le previsioni sui tassi di medio/lungo termine dell’Euribor e dell’Eurirs, infatti,  sono in genere di grande interesse per chi ha un mutuo a tasso variabile, oppure per chi è in procinto di aprirne uno e sta valutando le diverse alternative possibili

Lo scenario internazionale

Ma quali sono i principali fenomeni in corso a livello mondiale ed europeo che potrebbero avere un impatto sull’andamento dei tassi? Si va dalla politica economica di Trump all’euro forte, dall’andamento dell’inflazione alla politica monetaria della BCE. Vediamo tutti questi aspetti in dettaglio:

  • La politica di Trump fino ad oggi ha portato ad una notevole debolezza del dollaro. In particolare alcuni provvedimenti che potremmo quasi definire all’insegna del “protezionismo” hanno contribuito ad una notevole spinta dell’economia americana proprio grazie alla debolezza della moneta statunitense. Questo trend, però,potrebbe essere modificato proprio dalla recente riforma fiscale di Trump, che dovrebbe dare nuovo impulso al dollaro e portare ad un ulteriore spinta verso il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve (addirittura oltre i tre rialzi al momento previsti per il 2018)
  • Debolezza del dollaro significa euro forte e viceversa. Un cambio di scenario quindi non potrebbe che avere un’influenza anche sulle vicende della moneta europea. L’euro più debole potrebbe quindi favorire un ulteriore rallentamento della politica economica espansiva in atto da parte della BCE
  • Un altro effetto della politica di Trump in quest’ultimo periodo è stato l’aumento dell’inflazione americana, da molti ritenuta la principale causa delle turbolenze sui mercati azionari che hanno caratterizzato le ultime settimane. L’inflazione in Europa tuttavia dovrebbe convergere verso l’obiettivo del 2% solo nel medio termine, almeno a detta di Draghi
  • E la posizione della BCE, a questo punto, è cambiata rispetto al 2017? Come noto, la politica espansiva promossa da Draghi dovrebbe continuare anche nel 2018 con il Quantitative Easing, anche se in misura inferiore rispetto al 2017. Secondo le ultime dichiarazioni del massimo rappresentante della BCE, inoltre, i tassi dovrebbero restare invariati anche oltre la fine del Quantitative Easing, prevista nel secondo semestre del 2018. Si  ipotizza che la BCE possa mantenere invariati i tassi per tutto il 2018 ed anche per la prima parte del 2019. Anche se qualche osservatore ritiene che questo processo potrebbe essere accelerato dall’ipotizzato aumento repentino dei tassi negli Stati Uniti: la BCE potrebbe essere infatti costretta a rivedere le proprie posizioni per evitare che la “forbice” tra i tassi europei e statunitensi si allarghi troppo.

Le previsioni sull’Euribor

Le previsioni sull’andamento dell’Euribor sono ovviamente condizionate dallo scenario che abbiamo indicato, e soprattutto dalle scelte che dovrebbero essere fatte dalla BCE. Da una parte quindi l’Euribor dovrebbe restare su livelli bassi ancora per un pò, coerentemente con la politica monetaria espansiva che Draghi intende proseguire, dall’altra la possibilità che i tassi possano essere aumentati dalla BCE prima del previsto viene presa in considerazione dai futures sugli indici Euribor: se fino a poco tempo fa, infatti, il rialzo dell’Euribor era previsto per la fine del 2019, ad oggi questa data è anticipata alla primavera dello stesso anno.

Secondo i tassi futures quindi l’Euribor tre mesi dovrebbe essere molto vicino a quello attuale a fine 2018 (previsto a -0,25) per raggiungere lo zero nella seconda parte del 2019 e l’1% solo nel 2023. Una crescita lenta quindi, ma comunque una crescita.

Le previsioni per l’Eurirs

L’Eurirs dovrebbe invece essere maggiormente soggetto ad un aumento, soprattutto a causa del possibile incremento dell’inflazione anche in Europa. Del resto già nel 2017 abbiamo assistito ad un aumento di circa 0,20 punti base

L’impatto sui mutui

Chi ha un mutuo a tasso variabile deve iniziare quindi a fare i conti con un probabile aumento dell’Euribor. Tuttavia, allo stato attuale, questo incremento sembra graduale e, nel breve, sufficientemente lento da non destare eccessivi allarmismi. Del resto i valori attuali sono evidentemente molto soddisfacenti per chi ha fatto questa scelta, ed un aumento dell’Euribor prima o poi è da mettere in conto. Bisogna comunque sempre tener presente che gli scenari possono cambiare e le previsioni non sempre vengono rispettate.

Diverso è il discorso per chi vuole aprire o surrogare un mutuo con un tasso fisso. Il trend di risalita dell’Eurirs sembra già essere in fase di avvio, quindi la finestra temporale per massimizzare il beneficio si sta assottigliando. Per il resto valgono le solite considerazioni: la scelta tra fisso e variabile dipende anche dalla naturale propensione al rischio di ciascuno di noi.

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