Paypal acquista iZettle, è guerra tra e-wallet e carte

Paypal, Neteller, Skrill: sono i più noti sistemi di pagamento basati su un borsellino virtuale accessibile con il proprio indirizzo di email. Un mercato sempre più interessante e molto attivo negli ultimi anni.

Ai giorni nostri i pagamenti on line stanno diventando sempre più una buona abitudine anche per coloro che sono poco inclini a lasciare la cara e vecchia banconota per passare ad una più pratica carta di credito o ad un borsellino elettronico (“e-wallet“) che permette di pagare, avolte  in modo del tutto anonimo, le proprie transazioni on line. Tra i gestori più noti di questo tipo di servizi senza dubbio PayPal è quello globalmente più riconosciuto e quello che ormai si trova in maniera quasi standard su qualsiasi tipo di sito o di piattaforma on line che preveda pagamenti o transazioni. Ma anche altri e-wallet come Neteller o Skrill, sono diventati abbastanza noti.

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La crescita di PayPal negli anni

Facciamo un po’ di storia: la Public Company PayPal viene fondata a Palo Alto in California nel 1998 da Peter Thiel e Max Levchin e si afferma rapidamente in tutto il mondo come mezzo per effettuare pagamenti in tutto il mondo,  in maniera assolutamente anonima, abbinando semplicemente un indirizzo e-mail ad una carta di credito o ad una carta prepagata (es. Postepay). Idea geniale che spinge gruppo Ebay ad acquistare la società nel 2002. Nel 2004 il valore delle transazioni effettuate tramite PayPal ammonta a quasi 19 miliardi di dollari, valore che aumenta fino a circa 28 miliardi di dollari nel 2005 e che nel 2009 raggiunge i 71 miliardi di dollari. Nel 2007 nel frattempo PayPal inizia a conquistare il mercato europeo, innanzitutto tramite l’ottenimento della licenza per operare nel “Vecchio Continente”, nello specifico come istituto di credito dalla Commission de Surveillance du Secteur Financier, in Lussemburgo. Nel 2011 PayPal comunica di avere 250 milioni di conti attivi e di essere presente in 190 paesi. Nel 2014 PayPal compie il salto di qualità, scorporandosi da Ebay, diventando una società a se stante con l’obiettivo di essere quotata in Borsa; obiettivo raggiunto nel 2015 quando il titolo PayPal fa il proprio ingresso sul listino Nasdaq.

L’acquisizione di iZettle

PayPal adesso ha intenzione di aumentare ulteriormente la propria offerta acquisendo società che le permetterebbero di variare il bouquet di servizi da mettere a disposizione della propria clientela. E’ di pochi giorni fa infatti la notizia secondo la quale PayPal avrebbe intenzione di acquisire per 2,2 miliardi di dollari la società svedese iZettle, specializzata nella creazione di software per la gestione dei pagamenti tramite smartphone e nella creazione di software gestionali dedicati alle aziende. Questa sarebbe la più grande acquisizione messa in atto da Paypal nella sua ormai ventennale storia. I ben informati e gli operatori del settore immaginano che l’acquisizione sia mirata soprattutto a contrastare la crescita di Square, un’altra società, con sede a San Francisco, che gestisce i pagamenti tramite Smartphone e che sta facendo una concorrenza spietata a PayPal. La cifra che PayPal probabilmente pagherà per l’acquisizione di iZettle sarà di circa il doppio rispetto a quello che la società svedese avrebbe raccolto se avesse effettuato una quotazione in Borsa al massimo entro la prossima settimana. Questo a dimostrazione di come per il gruppo dirigente di PayPal l’acquisizione di iZettle sia valutata come di vitale importanza per continuare nella propria crescita e soprattutto di contrastare quelle realtà che vanno ad acquisire nuove fette di mercato.

iZettle nasce a Stoccolma nel 2010 e nella prima fase della sua vita si occupava nello sviluppo di lettori per le carte di credito ma poi scelse di puntare sui software, sui prestiti alle piccole imprese e, negli anni più recenti, a quello che è diventato il principale ramo d’azienda, i pagamenti on line. Tra i partner che hanno deciso di investire su questa piattaforma possiamo annoverare colossi finanziari come Mastercard ed American Express.

Una concorrenza agguerrita

Ma se da un lato PayPal “attacca” acquisendo nuove aziende, dall’altro farebbe bene a “difendersi” dalle mosse che i suoi competitor più famosi stanno per mettere in atto. Infatti è di pochi giorni fa la notizia per cui Visa e Mastercard stanno valutando la possibilità di collaborare per mettere in difficoltà il colosso dei pagamenti on line di Palo Alto. Pochi giorni fa infatti, nel corso di una conferenza dedicata agli operatori e produttori del settore, le due aziende hanno dichiarato di voler fondere Masterpass e Visa Checkout, le rispettive soluzioni previste da questi due  istituti che permettono ad un utente di pagare on line attraverso un identificatore, senza trasmettere i propri dati di carta di credito. A questa iniziativa hanno già dichiarato di voler aderire anche American Express e Discover.

Ma in questo momento il mercato in che modo è diviso? Secondo uno studio (in parte finanziato dallo stesso PayPal), il 58% degli esercenti on line accetta PayPal come metodo di pagamento, il 36% propone la soluzione Visa Checkout e solo il 16% Masterpass. Anche se siamo solo alle fasi embrionali del progetto siamo certi che i due istituti faranno di tutto per avere l’avallo anche degli esercenti, attraverso tutti i mezzi in loro possesso. Il loro obiettivo, attraverso anche la tokenizzazione del servizio, è quello di rendere lo shopping on line semplice, con operazioni snelle che permettano agli utenti di terminare il proprio acquisto on line con pochi click ed in totale sicurezza. E’ in via di studio anche il nome da dare a questo nuovo “pulsante”. La guerra è appena cominciata!

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