Nel 2017 l’Italia cinque volte più lenta del resto del mondo: siamo ridotti proprio così male?

Ma non eravamo usciti dalla crisi?

Economia italiana

Cari lettori di Mr Banca, oggi vogliamo approfondire una notizia che ci ha lasciati veramente interdetti, in questo duro inizio di anno nuovo. Non bastava l’effetto Trump e Brexit a dare incertezze o forse a darle solo agli speculatori, la BCE che continua a dire… ”teniamo i tassi bassi ancora a lungo“… le nostre aziende ormai succursali francesi, no, ora anche il solido Fondo Monetario Internazionale ci lancia l’ennesimo fendente.

Business in ItaliaLeggiamo, nell’outlook dell’FMI, che le stime dell’intera Eurozona fino al 2018 danno un tasso di crescita previsto dell’1,6%, contro quello del Mondo previsto per 3,6%. Quello che però ha fatto balzare sulla sedia i redattori di Mr Banca è stato leggere: Italia, stima di crescita dell’economia prevista a fine 2017 dello 0,7%, quindi cinque volte di meno del resto del mondo… e questa stima è stata rivista e tagliata di -0,2% nei confronti di quella ben più ottimistica del ministro Padoan e del vecchio Presidente del Consiglio.

L’Italia ferma mentra la Spagna tenta il distacco dal gruppo

Non solo, quello che ci colpisce è che se è vero che la crescita si rafforza in tutta Europa questo non accade da noi, anzi. Guardate solo la “lepre d’europa”, la Spagna che il FMI prevede in crescita addirittura del 2,3% quest’anno e di un 2,1% per fine 2018, e le consolidate Germania con un tasso di crescita del +1,5% e la Francia con un +1,3% per fine 2017, ma anche economie più deboli della nostra che però crescono come noi.

Poi, se andiamo a verificare gli altri paesi fuori dall’Europa, vediamo la sola UK decrescere nelle stime dal 2% del 2016 all’1,5% del 2017 ed all’1,4% del 2018, dopo ovviamente l’effetto Brexit, ma con ben altra stabilità politica e sistema Paese soprattutto per le aziende.

Ecco, la domanda è proprio la stessa che qualsiasi investitore si fa oggi, “ma quanto può essere stabile un Paese che ANCORA non ha un sistema elettorale che ne garantisce la stabilità?”, quanto può essere attraente per l’estero investire in Italia se non acquistando a mani basse, come fanno Francia e Germania e soprattutto il discutibile capitale cinese?

È la politica che deve rimetterci in carreggiata

Le voci di Mr Banca sono quelle di Robin Hood nella foresta di Sherwood, prima di iniziare le sue avventure. “Usciranno dai loro castelli chiusi al popolo, i politicanti di mestiere ed i nuovi populisti“? Quanto tempo vorranno i politici per capire che, con una tassazione complessiva al 43,3%, la più alta della media dei paesi europei, non si crea facilmente impresa?

La CGIA di Mestre dice che la pressione fiscale reale in Italia è del 69%, considerata l’economia sommersa che non paga le tasse e quella del crimine, con spaccio di droga per prima, tutte ovviamente esentasse. Quanto ci rimane prima che la nostra amata Italia diventi come l’Argentina prima del crac? Veramente uscire dall’Euro ci darebbe ancora respiro? Oppure no? Uscire dall’Euro e provare a riprenderci, con politiche di crescita finalmente legate all’economia reale e non ai rapporti Deficit / Pil che saranno sempre più ridotti, potrebbe funzionare?

Vi diamo la sintesi della tabella del Fondo Monetario con gli sconcertanti dati sull’Italia e le previsioni di crescita dell’economia, Mr Banca ve le mostra perché il dato che colpisce non è solo quello sul Mondo, dove la Cina ed il suo sistema “dopato” cresce del 6% o l’India dice la sua con il suo bel 7%, tutti i dati sono chiari e interessanti.

Le stime di crescita dell’economia del Fondo Monetario Internazionale

 Variazioni annue in %
 StimeProiezioniDifferenze da stime ottobre 2016
 201520162017201820172018
MONDO3,23,13,43,600
Paesi AVANZATI2,11,61,920,10,2
USA2,61,61,920,10,2
EUROZONA21,71,61,60,10
ITALIA0,70,90,70,8-0,2-0,3
GERMANIA1,51,71,51,50,10,1
FRANCIA1,31,31,31,600
SPAGNA3,23,22,32,10,10,2
GIAPPONE1,20,90,80,50,20
UK2,221,51,40,4-0,3
EMERGENTI4,14,14,54,8-0,10
CINA6,96,76,560,30

Mr Banca chiude questo articolo citando la conferenza stampa del ministro Padoan, che rimane allibito dal fatto che il Fondo Monetario Internazionale consideri il Paese a rischio, perché ancora legato ai fattori di instabilità politica, atavica ormai per l’Italia.

Sicuramente la fine della stagione delle riforme del governo Renzi, con l’improvvida bocciatura del referendum, ha sicuramente contribuito al tenore di questo rapporto.

L’Italia «può fare di più», specie sulle banche, sottolinea il Fondo Monetario. «C’è spazio per agire», dice il responsabile economista Maurice Obstfeld. «Il governo Renzi ha varato importanti riforme strutturali che hanno fatto molto bene al Paese, ma occorre andare oltre».

Ecco, oltre l’incertezza politica… Mr Banca vigila… e vi informa, perché noi TIFIAMO ITALIA!

Ipse dixit: “Recessione è quando il tuo vicino perde il posto; depressione è quando lo perdi tu.”

– Harry Truman

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