Il mutuo a tasso fisso è dai più considerato, forse non a torto, la formula più semplice per il consumatore, ed è associata alla sicurezza di avere nel tempo una rata costante e, di conseguenza, nessuna sorpresa, nel bene o nel male.

Tutto ciò è ovviamente condivisibile, tuttavia è sempre bene capire nel dettaglio i meccanismi che regolano questa tipologia di mutuo e le principali differenze rispetto alle altre formule, in particolare il mutuo a tasso variabile

Come funziona il mutuo a tasso fisso

I mutui a tasso fissoCome sappiamo il mutuo a tasso fisso ha la caratteristica di avere un tasso di interesse applicato che resta costante per tutta la durata del mutuo. Conseguenza di questo è che anche la rata (in genere mensile) che deve essere corrisposta all’istituto bancario risulta costante nel tempo.

Il valore del tasso di interesse viene definito prima della sottoscrizione del mutuo ed è in genere dato da due componenti:

  • L’Eurirs, un indicatore il cui significato è abbastanza complesso: in pratica riflette il costo che gli istituti bancari devono sostenere per coprire, attraverso l’acquisto di derivati, il rischio di aumento dei tassi di interesse. Il suo valore è una media europea definita giornalmente e varia in base alla durata: infatti esistono diverse versioni dell’Eurirs, a 5, 10, 15, 20, 25 e 30 anni ed in genere il valore aumenta con l’orizzonte temporale di riferimento. Infatti ad una durata più lunga corrisponderà un maggiore costo che la banca dovrà sostenere per garantirsi la cautela di cui sopra
  • Lo spread applicato dalla banca, un valore che può dipendere dalle politiche di ciascun istituto bancario: valori bassi dello spread nelle fasi in cui si vuole acquisire clientela, più alti in assenza di strategie che abbiano questa finalità

Leggi anche: Cos’è l’Eurirs e come fare previsioni sul suo andamento

Un esempio pratico

Supponiamo di voler aprire un mutuo a tasso fisso con le seguenti caratteristiche:

  • Importo 100.000 euro
  • Durata 20 anni
  • Tasso fisso

Ipotizziamo che il tasso Eurirs 20 anni sia pari a 2.1% e che lo spread applicato dalla banca sia dell’1.3%. Il tasso applicato sarà pari al 3.4%

2.1% (Eurirs 20 anni) + 1.3% (spread) = 3.4%

Conseguentemente la nostra rata sarà pari a circa 570 euro e tale resterà per tutta la durata del mutuo

Le previsioni per i mutui a tasso fisso

Mutui a tasso fissoLa domanda che ci si potrebbe porre a questo punto è la seguente: a cosa serve sapere nel dettaglio come è composto il tasso di interesse e come funziona l’Eurirs? Alla fine le cose sembrano molto semplici: basta conoscere l’importo della rata e scegliere quella più bassa possibile tra le varie proposte degli istituti di credito.

Questo ragionamento sarebbe valido nel caso in cui avessimo già sottoscritto un mutuo a tasso fisso, oppure se avessimo deciso a priori che la nostra scelta ricadrà sicuramente su un mutuo a tasso fisso e se la data di sottoscrizione non dipendesse da noi.

In altri casi invece potrebbe essere molto importante avere un’idea della situazione di mercato in cui ci si trova e delle possibili evoluzioni.

Anche in questo caso un esempio può aiutare:

Ipotizziamo di essere in un momento particolarmente favorevole per i mutui, e di aver trovato una proposta, per il nostro mutuo di 100.000 euro in 20 anni, molto vantaggiosa:

1.4% (Eurirs 20 anni) + 1.0% (spread) = 2.4%

La nostra rata mensile sarebbe di circa 520 euro

Ipotizziamo ora di dover rimandare per qualche motivo l’apertura del nostro mutuo di un anno e che nel frattempo l’Eurirs 20 anni sia aumentato di 0,4 punti. Il tasso diventerà:

1.8% (Eurirs 20 anni) + 1.0% (spread) = 2.8%

Con un interesse applicato del 2,8% la rata diventerebbe di circa 540 euro, con un incremento del 3,8%. Si noti che la differenza di circa 20 euro, moltiplicata per le 240 rate che andremo pagare, ci porterebbe a corrispondere nel tempo interessi maggiori per 4.800 euro.

In pratica quindi le previsioni sull’andamento dei tassi, e dell’indicatore Eurirs in particolare, possono essere molto utili per decidere, quando se ne ha la possibilità, quale sia il momento migliore per aprire un mutuo a tasso fisso o, più in generale, per mettere a punto la propria strategia sul mutuo. Pensiamo ad esempio al caso in cui si voglia passare da un mutuo a tasso variabile ad un fisso, usufruendo dello strumento della surroga: scegliere il momento migliore, con i tassi bassi se non ai minimi, sarebbe l’ideale per poter conseguire un notevole risparmio.

Il confronto con il tasso variabile

Il mutuo a tasso fisso consente al mutuatario di dormire “sonni tranquilli”: eventuali mutamenti repentini del contesto di riferimento con associati aumenti indiscriminati dei tassi non hanno effetto sul mutuo a tasso fisso. Tuttavia va considerato anche che, nei periodi particolarmente favorevoli per il credito, con abbassamenti significativi dei tassi, chi ha sottoscritto un mutuo a tasso fisso non può avvalersi dei benefici, come invece accade per chi ha un mutuo a tasso variabile.

Bisogna poi considerare che la sicurezza di avere una rata costante ha un costo: il tasso iniziale di un mutuo a tasso variabile è in genere inferiore di quello del tasso fisso, a volte anche in maniera significativa. Questa forbice potrebbe ridursi, fino a cambiare di segno, se i tassi dovessero aumentare. Viceversa potrebbe ulteriormente ampliarsi, in caso di riduzione dei tassi. Oppure, visto che un mutuo può durare anche fino a 30 anni, potrebbero verificarsi entrambe le cose, nel tempo.