Le previsioni su Euribor ed Eurirs tra inflazione e BCE

Sono passate alcune settimane dalle ultime decisioni comunicate dalla Banca Centrale Europea in merito ai tassi di interesse ed al Quantitative Easing. Così come si sono ormai raffreddate le preoccupazioni relative allo spread tra BTP e Bund tedeschi ed all’impatto del nuovo governo italiano sulla fiducia degli investitori istituzionali.

E’ giunto quindi il momento di analizzare a mente fredda cosa stia accadendo al mercato dei mutui e, in particolare, agli indicatori più importanti per la definizione dei tassi di interesse, l’Euribor e l’Eurirs.

Se qualcuno ipotizzava che ci sarebbe stato un brusco incremento dei tassi, è stato fino ad oggi smentito dai fatti, anche se per certi aspetti questo era prevedibile. Interessante invece è adesso analizzare quale potrebbe essere lo scenario nei prossimi mesi.

Il contesto da analizzare per le previsioni su Euribor ed Eurirs: le decisioni della BCE e l’inflazione

Ricordiamo innanzitutto quali sono state le decisioni della BCE in grado di avere un impatto sui tassi di interesse:

-da una parte abbiamo la fine del Quantitative Easing prevista per la fine del 2018. In realtà la misura presa dalla BCE e comunicata da Draghi non è così stringente, infatti se da una parte non vi saranno nuovi acquisti di titoli, verranno rifinanziati quelli in scadenza. Quindi anche se non ci sarà una nuova immissione di liquidità resterà tuttavia circolante quella già immessa in precedenza

-dall’altra la BCE aveva tranquillizzato tutti sulla tenuta dei tassi di interesse, che dovrebbero restare immutati almeno fino all’estate del 2019. Se da una parte quindi i mercati hanno registrato una notizia nella direzione di un inasprimento della politica monetaria, dall’altra subito è arrivata una compensazione che non può non far tirare un respiro di sollievo a tutti coloro che temono un rialzo dei tassi

Non dobbiamo poi dimenticare il fermento registrato nei primi giorni di vita del nuovo governo italiano, che aveva fatto aumentare in modo significativo lo spread BTP/Bund. In questo caso la paura di una ripercussione sull’Euribor era forse eccessiva, in ogni caso oggi l’allarme sembra comunque rientrato ed i rapporti tra i maggiori esponenti della politica italiana e le istituzioni europee sembrano un po’ più “rilassati”

Infine non dobbiamo dimenticarci dell’inflazione, che ha sempre un ruolo molto importante per le vicende relative ai tassi di interesse. Il dato di giugno non dovrebbe mostrare grossi incrementi, ma una lieve flessione: l’inflazione cosiddetta “core”, ovvero quella calcolata al netto dei prodotti energetici ed alimentari, i beni più “volatili”, dovrebbe quindi restare attorno all’1%, ancora sensibilmente inferiore all’obiettivo perseguito dalla BCE (inflazione stabilmente attorno al 2%).

Leggi anche: Stop al Quantitative Easing

L’andamento di Euribor ed Eurirs

Ma qual è stato l’andamento dell’Euribor e dell’Eurirs nelle ultime settimane? Hanno risentito delle ultime vicende?

-per quanto riguarda l’Euribor, non si registrano cambiamenti: l’Euribor a 1 mese ad esempio è stabile da inizio anno a -0,37, l’Euribor a 3 mesi è stabile da fine maggio a -0,32, mentre era -0,33 ad inizio anno

-l’Eurirs invece è addirittura diminuito nelle ultime settimane: il valore di inizio luglio dell’Eurirs 10 anni ad esempio è di 0,88 contro il valore di 0,94 di giugno. Ad inizio anno era di 0,97.

Le previsioni sull’andamento dell’Euribor

Per avere un’idea sulle previsioni per l’Euribor nei prossimi mesi è possibile vedere il valore dei “futures” sull’indice Euribor. In effetti sembra confermato che non dovrebbero esserci particolari scossoni nel prossimo futuro,  a meno che non cambi significativamente lo scenario. Infatti se fino a poco tempo fa si prevedeva che l’Euribor sarebbe tornato sopra l’1% a fine 2022, adesso tale valore verrebbe raggiunto circa sei mesi dopo, a giugno 2023

Lo scenario sui mutui

Il dato che emerge in queste ultime settimane per quanto riguarda i mutui è una certa continuità nella politica delle banche, che in molti casi continuano a praticare condizioni particolarmente vantaggiose sia per i mutui a tasso fisso che variabile.

Come noto, il tasso di interesse applicato per un mutuo è dato dalla somma dell’Euribor (o dell’Eurirs, per i mutui a tasso fisso) e dello spread applicato dalla banca. Spread contenuti, come in questo periodo, indicano una politica della banca volta ad incoraggiare la sottoscrizione dei mutui da parte della clientela. Al momento sembra quindi che le banche non temano un aumento nel breve termine del costo del denaro: infatti, se così fosse, le banche dovrebbero aumentare lo spread almeno per i mutui a tasso fisso, per evitare di offrire oggi delle condizioni che tra pochi mesi sarebbero di gran lunga migliori di quelle del mercato.

Un’altra motivazione potrebbe essere ovviamente quella di voler comunque perseguire una fidelizzazione della clientela, cosa che un mutuo a tasso fisso a condizioni particolarmente favorevoli sicuramente può garantire.

Per concludere, sembra che la finestra temporale di convenienza per i mutui si stia prolungando, e che al momento, se dovesse verificarsi un peggioramento delle condizioni applicate ai mutui, questo possa verificarsi più per un cambiamento di strategia da parte delle banche che per un incremento repentino dei tassi ufficiali.

I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Tra il 74 e l'89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuta se comprendi a pieno il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
 BrokerVotoLeggiVai
Plus500Plus5009>>>>
XMXM8.7>>>>
Markets.comMarkets.com8.6>>>>
iTrader.comiTrader.com7.4>>>>
BDSwissBDSwiss7.3>>>>
LibertexLibertex7.3>>>>
FxOroFxOro6.5>>>>
AinvestmentsAinvestments6.5>>>>
Trade.comTrade.com6.5>>>>
IQ OptionIQ Option6.5>>>>

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*