La crisi coreana e gli effetti economici

Venti di guerra

Crisi in Corea

Cari lettori di Mr Banca, non ci stancheremo mai di ricordarvi che i market mover sono le informazioni fondamentali che ogni trader dovrebbe conoscere e che determinano i movimenti dei mercati finanziari. Come visto anche nell’articolo di approfondimento sul tema, la tipologia di market mover che vanta gli effetti più imprevedibili è quella degli eventi politici.

La crisi nella penisola coreana, un market mover

Esercito Corea del NordIn questi ultimissimi giorni stiamo assistendo ad un evento politico (un market mover) che potenzialmente può avere degli impatti incontrollati su tutti i mercati economici del pianeta: l’inasprimento della crisi tra gli Stati Uniti d’America e la Corea del Nord con la conseguente sfida senza esclusione di colpi tra i due leader, il presidente americano Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un.

Le conseguenze di una guerra

Le conseguenze di una guerra americana contro la Corea del Nord potrebbero essere devastanti, dicono gli esperti finanziari, con il livello del debito degli Stati Uniti che potrebbe decollare a valori incontrollabili. Il mondo trattiene il fiato e osserva l’evoluzione di quella che si può considerare la peggiore tensione tra le due nazioni, dotate entrambe di armamenti nucleari. Pyongyang ha dichiarato più volte l’obiettivo di colpire Guam, la più grande delle isole dell’arcipelago delle Marianne, posta a poco più di 3.000 km di distanza e territorio statunitense. Guam ha una posizione strategica per il controllo militare dell’Oceano Pacifico e su di essa sono installate diverse basi militari (tra cui la Naval Base Guam e la Andersen della Us Air Force che ospita i bombardieri), un centro di comando e il sistema di difesa missilistico THAAD (Terminal High Altitude Area Defence).

Leggi anche: Su e Toro ora si negozia anche in Litecoin

THAAD
Il sistema di difesa THAAD

Tantissimi cittadini nordcoreani sono scesi in strada per dimostrare il loro pieno sostegno ai piani militari del leader Kim Jong-Un incrementando, di fatto, le probabilità di un conflitto. Gli ultimissimi eventi hanno reso necessario l’ingaggio immediato di molti esperti che si sono riuniti per stimare le conseguenze di una guerra convenzionale o, nel caso peggiore, nucleare tra Washington e Pyongyang.

Gli esperti di guerra di Capital Economics sostengono che qualsiasi conflitto tra gli USA e la Corea del Nord provocherebbe un declino economico globale e le interruzioni sulla catena di forniture in tutto il mondo. Queste stime pessimistiche derivano dalla considerazione che gli Stati Uniti sono la più grande economia mondiale, che rappresenta il 22% del PIL mondiale nominale ed è il partner commerciale della maggior parte dei paesi del mondo.

Il declino dell’economia statunitense provocherebbe un effetto domino mondiale con gli effetti più gravi sulle economie delle nazioni più deboli.

Oltre ai danni economici la guerra provocherebbe anche la perdita di tantissime vite umane considerando il fatto che sarebbe immediatamente coinvolta anche la Corea del Sud con i suoi 52 milioni di abitanti.

I costi della guerra

La guerra con la Corea del Nord potrebbe costare diversi trilioni di dollari, prendendo come metro di misura il costo totale della guerra del Golfo del 2003 che è stato stimato ad 1 trilione di dollari. Tale costo farebbe salire alle stelle il debito degli Stati Uniti che già oggi vale il 75% del PIL. Tutto questo nel caso “migliore” per cui l’eventuale conflitto avesse luogo solo nella penisola coreana e che la Corea del Nord ancora non fosse dotata di tecnologia stabile per coprire gli oltre 10.000 km di distanza con il territorio statunitense. Se queste ipotesi dovessero venire smentite dai fatti l’economia americana – e di conseguenza l’economia globale – potrebbe subire danni incalcolabili con effetti di dimensione e durata non stimabili.

I costi sono proporzionali alla possibile durata di una guerra in territorio coreano che dipende dalla dimensione militare dei contendenti. L’incredibile dimensione dell’esercito della Corea del Nord, cresciuto a ritmi vertiginosi negli ultimi anni, potrebbe rendere il conflitto più lungo e più costoso del previsto. Infatti, la Corea del Nord conta quasi 1.200.000 soldati attivi, più di 500 aerei, 4.300 carri armati, 70 sottomarini e circa 5,8 milioni di personale paramilitare (la più grande struttura paramilitare al mondo).

Eserciti - Crisi Corea
Le dimensioni degli eserciti nell’area della crisi

Ai costi totali necessari prima e durante il conflitto vanno poi aggiunti anche quelli della ricostruzione post bellica (infrastrutture, strade, porti, ponti, comunicazioni, oltre alle necessarie infrastrutture per l’approvvigionamento elettrico e idrico). Per poter avere un idea della portata di questa ulteriore voce di costo basti pensare che Washington ha speso circa 170 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le prolungate guerre in Afghanistan e in Iraq.

Attenzione poi ai ruoli che nel conflitto potrebbero prendere le due superpotenze Cina e Russia. Altri fattori che rendono alquanto instabili le stime sui costi dell’eventuale conflitto.

Per completare il quadro aggiungiamo anche il dato storico, per cui la precedente guerra coreana degli anni ’50 risulta essere il “conflitto militare più devastante dopo la seconda guerra mondiale” in cui hanno perso la vita più di 1,2 milioni di sudcoreani e che ha provocato un arretramento del PIL del Sud di oltre l’80%.

Cosa sta accadendo sui mercati mondiali

Il panico per un possibile conflitto tra Stati Uniti e Corea del Nord ha investito tutti i principali mercati azionari in queste ultime settimane. Le Borse sono tutte in rosso, dall’Asia all’Europa. Il Dow Jones è sceso di circa 150 punti, il S&P500 è sceso del 1,1 per cento e il Nasdaq è crollato da più di 100 punti. Apple, Amazon e Netflix stanno negoziando a valori più bassi poiché le tensioni si sono intensificate. Il dollaro perde terreno contro l’euro (che supera quota 1,20$ portandosi ai massimi da Gennaio 2015) e lo yen.

EUR/USD
L’andamento del cambio Euro/Dollaro dal 19 luglio con l’accentuarsi della crisi nordcoreana

E come sempre accade nei periodi di crisi economica crescono gli investimenti in beni rifugio senza scopi speculativi. Per questo motivo l’oro ha raggiunto la quota record di 36.14 euro al grammo (pari a 1.335.8 dollari l’oncia) che equivale ai nuovi massimi dell’anno.

Vuoi fare trading sul cambio Euro/Dollaro o sull’Oro? Questi sono i broker online consigliati da MrBanca

I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Tra il 74 e l'89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuta se comprendi a pieno il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
 BrokerVotoLeggiVai
Plus500Plus5009>>>>
XMXM8.7>>>>
Markets.comMarkets.com8.6>>>>
iTrader.comiTrader.com7.4>>>>
BDSwissBDSwiss7.3>>>>
LibertexLibertex7.3>>>>
FxOroFxOro6.5>>>>
AinvestmentsAinvestments6.5>>>>
Trade.comTrade.com6.5>>>>
IQ OptionIQ Option6.5>>>>

Ipse dixit: “L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità.” (John Fitzgerald Kennedy, discorso all’ONU, 1961)

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*