La crisi bancaria italiana: il lato oscuro della forza

MPS, Unicredit... who's next?

Crisi delle Banche in Italia

Prendendo spunto dalla celebre saga pensata da George Lucas, in attesa della visione del nuovo film “Rogue One: A Star Wars Story” che uscirà nelle sale italiane il 15 dicembre prossimo, abbiamo trovato calzante una analogia tra la crisi delle banche italiane e il passaggio al lato oscuro della forza.

La tempesta perfetta

Nell’universo ideato dal genio di Lucas l’uomo è sostanzialmente libero ma stretto tra due opposte e compenetrate dimensioni, ovvero, tra la Forza e il Lato Oscuro. La prima spinge l’uomo al bene, a non chiudersi nell’egoismo ed a non diventare un elemento isolato mentre il Lato Oscuro della forza spinge l’uomo a concentrarsi solo su se stesso, sulla propria glorificazione, sul potere da acquisire ed esercitare anche e soprattutto a scapito degli altri.

Scorrendo le tappe e gli eventi chiave che hanno portato alla “crisi” l’attuale sistema bancario italiano è facile trovare delle similitudini con il processo di azioni sbagliate che porta l’uomo dell’universo di Guerre Stellari dalla Forza verso il Lato Oscuro.

MPS, Unicredit… who’s next?

Una crisi bancaria che ha visto tra le vittime illustre marchi di rango come il Monte dei Paschi di Siena, per cui non occorrono sicuramente presentazioni se non le prime righe di descrizione presenti su Wikipedia: “Banca Monte dei Paschi di Siena (abbreviato in Mps), nata nel 1472 come monte di pietà per dare aiuto alle classi disagiate della popolazione della città di Siena, è la più antica banca in attività ed è ritenuta anche la più longeva al mondo. Costituisce, assieme alle altre società del gruppo, il terzo gruppo bancario italiano per numero di filiali: il Gruppo Montepaschi, dopo Unicredit e Intesa Sanpaolo. È attivo sull’intero territorio italiano e sulle principali piazze internazionali. L’operatività del gruppo, oltre all’attività bancaria tradizionale, copre l’Asset management, il private banking (fondi comuni d’investimento mobiliari, Gestioni patrimoniali per i clienti privati, fondi pensione e Polizze vita), l’investment banking alla finanza innovativa d’impresa (project finance, merchant banking e consulenza finanziaria). È quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano”.

Crisi delle Banche in Italia

L’economia Italiana sta per entrare in una “tempesta perfetta” alimentata dalla crisi delle banche italiane. Gli errori dei governi precedenti hanno trasformato un vento leggero in un tornado che si sta abbattendo sugli Italiani. La colpa più grave è stata la mancanza di una discussione pubblica sulla direttiva europea sul “bail-in”, che ha scaricato il costo dei salvataggi bancari sugli azionisti e gli obbligazionisti subordinati che non erano stati preparati a questo grande cambiamento in arrivo. Il decreto, che ne ha recepito i principi nel novembre 2015, si è calato come una mannaia sulla carne viva degli ignari clienti di Banca Etruria – Marche – Cariferrara – Carichieti creando uno shock per il mondo del risparmio. E’ costato inchieste, proteste e persino un suicidio (colpevolmente ignorato dal potere).

Crisi bancaria

Allo stato attuale vi è un alto grado di probabilità (gli analisti lo stimano intorno al 90%. Quasi una certezza!) che l’Italia entrerà in una grave crisi del sistema bancario nei prossimi trimestri. Forse è possibile ritardare il problema di qualche mese, forse di un anno, ma qualcosa dovrà essere fatto per le banche.

La situazione italiana

Il PIL italiano in netto ritardo rispetto al resto d’Europa

I cittadini italiani negli ultimi dieci anni hanno visto crescere notevolmente il loro gap tra il PIL interno e quello Europeo. Il PIL del 2015 è pressoché lo stesso del 1995 mentre quello Europeo cresciuto del 30%. Solo la Grecia ha un PIL peggiore di quello italiano. Questa performance è in netto contrasto con l’esperienza pre-euro in Italia dove la rivalutazione costante della lira permetteva una crescita del PIL paragonabile a quello della Germania.

Il declino nasce con l’introduzione dell’Euro nel 1999. L’Italia è stata uno dei miracoli economici degli anni 1960 e 1970. La parte settentrionale d’Italia era, in diversi settori, il fiore all’occhiello mondiale sia per progettazione che per produzione. Il settore bancario era tra i più stimati al mondo.

L’Italia è l’ottava economia più grande del mondo e ha emesso la terza più grande quantità di obbligazioni governative che rappresentano i titoli del debito pubblico, ossia, i titoli di debito emessi da un governo per finanziare il fabbisogno statale. Questa montagna di obbligazioni governative è in realtà la montagna critica che le banche italiane riverseranno sull’economia del resto del mondo. Una grande percentuale di tali obbligazioni sono al di fuori dell’Italia e a carico delle Banche Centrali di altre nazioni.

L’italia vista da fuori

Is Italy too big to fail o maybe too big to bail?

Questa la definizione che all’estero danno dell’Italia: “l’Italia è troppo grande per fallire o troppo grande da salvare?”

Il tasso di occupazione in Italia delle persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni è il penultimo in Europa e superiore solo a quello della Grecia. Il 18% del totale dei prestiti concessi dalle banche italiane sono ormai considerati come inadempienti o “non performing”. I prestiti in sofferenza si verificano in tutto il mondo, naturalmente, ma non a questo livello. Su base aggregata, il sistema bancario italiano ha meno del 50% del capitale che sarebbe necessario per coprire i crediti inesigibili. Si stima che le banche italiane possono avere bisogno di 40 miliardi di € solo per rimanere solventi.

L’Italia ha gli stessi problemi della Grecia, della Spagna e del Portogallo. I clienti delle Banche di questi stati hanno preso in prestito il denaro per acquisire le merci dal nord più ricco, dalla Germania. Hanno anticipato una crescita economica che non si è verificata. La merce acquistata è stata in gran parte consumata senza creare valore e con poche speranze di recupero.

C’è un vecchio detto statunitense che dice: “Se devi alla banca 1 milione di dollari, lei ti possiede. Se ne devi 100 milioni tu possiedi la banca”. Un prestito mostruoso che diventa una perdita trasforma la banca in insolvente. A questo punto le banche giocano al gioco “estendere e far finta” ovvero permettono ritardi infiniti per i pagamenti sperando che il debitore vinca alla lotteria per poi ripagare alla banca il prestito.

Le banche italiane, diminuendo il numero dei creditori affidabili, hanno bisogno di capitali freschi e di un piano di salvataggio sufficientemente robusto. Banca Monte dei Paschi di Siena sta cercando di portare a termine un rafforzamento patrimoniale da 5 miliardi di € con risorse private senza dover ricorrere all’intervento dello Stato. Una banca è in difficoltà se il valore delle proprie azioni perde l’84% in meno di un anno e ancora non si vede un cenno di rialzo. Unicredit, che è ancora più grande di Monte dei Paschi, intende sollevare 13 miliardi di € a Febbraio del prossimo anno. Le prospettive di successo per gli analisti sono molto basse.

Il tempo per agire da parte delle banche è veramente poco, coloro che hanno un deposito in banca iniziano a prelevare soldi e, contestualmente, diminuiscono sia il numero che il valore dei nuovi depositi. Da non trascurare che le banche, soprattutto quelle con rischio maggiore, hanno iniziato a perdere la “stima” dei loro correntisti a causa delle pratiche sgradevoli di aver venduto obbligazioni bancarie a clienti che invece pensavano di depositare denaro in normali conti bancari. Obbligazioni il cui valore scende progressivamente al crescere del rischio che la nuova norma Europea per il salvataggio delle banche (bail in) venga applicata.

E alla fine chi ci rimetterà?

Ad oggi i soggetti più a rischio sono i cosiddetti “Loyal bank customers” ovvero i clienti fedeli, i “buoni” pagatori. Proprio per questo Mr Banca mette al servizio dei propri lettori la propria esperienza sul campo e tutte le informazioni necessarie per supportarli nelle scelte giuste sui Conti Correnti, sulle Carte di Credito, sui Prestiti, sui Mutui e sulle forme di investimenti più efficaci.

E per concludere con l’analogia di Star Wars, mai come oggi in Italia abbiamo bisogno di cavalieri Jedi del mondo dell’economia e della politica, in grado di mettere le loro capacità al servizio del Bene Universale per ristabilire l’equilibrio e la pace.

jedi

Ipse dixit: “Ricorda, il vigore di uno Jedi proviene dalla Forza. Ma stai attento: collera, paura, aggressività, il lato oscuro essi sono. Quando il sentiero oscuro tu intraprendi, per sempre esso dominerà il tuo destino.” (Yoda)

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