La filatelia è considerata da molti un hobby, magari un po’ “vintage”, da altri una delle possibilità di investimento alternativo agli strumenti finanziari classici, come i Titoli di Stato, le Azioni o i Fondi di Investimento. Nella realtà molto spesso i due fattori tendono a fondersi: le persone appassionate di filatelia si trovano a volte con patrimoni anche importanti, e gli investitori in francobolli rari molto spesso sono anche degli appassionati.

Il francobollo: da metodo di pagamento del servizio postale a forma di investimento

Penny BlackIl francobollo, come noto, nasce come strumento per il pagamento del servizio postale. Come tale nel corso del tempo si è sviluppato un pò ovunque in tutto il mondo, a partire dal famosissimo “Penny Black” del 1840, stampato in Inghilterra e considerato il primo francobollo della storia.

Nel tempo ovviamente le cose si sono evolute: inizialmente i francobolli avevano solamente una funzione pratica, le tirature e le tipologie erano quindi limitate. Con lo sviluppo del collezionismo, le autorità statali hanno iniziato a far proliferare le emissioni, spesso con riferimenti ad eventi storici o all’attualità, fino ad emissioni tematiche.

Parallelamente si è sviluppato anche il fenomeno dell’utilizzo dei francobolli come “bene rifugio”, ad esempio in periodi particolari della storia italiana, quando la moneta corrente poteva correre il rischio di una forte svalutazione.

Negli ultimi anni sicuramente ci sono stati degli importanti cambiamenti: se negli anni 80 era abbastanza frequente imbattersi in piccoli negozi di filatelia nelle città italiane, oggi è molto più difficile. La tecnologia, se da una parte ha incrementato a dismisura la possibilità di comunicare e di inviare oggetti senza dover ricorrere al servizio postale, dall’altra consente di acquistare i francobolli on line (anche se la pratica può non essere consigliabile, in certi casi). Ed anche gli investitori sono probabilmente più consapevoli (o, almeno, hanno gli strumenti culturali e informativi per esserlo)

La filatelia: investire con sentimento

Forse il vantaggio principale di un investimento in francobolli, più o meno rari, è proprio la possibilità, per molti, di coniugarlo con una passione, di subire il fascino di un oggetto che può essere considerato in certi casi “di antiquariato”, di avere la soddisfazione di completare una collezione, di godere degli stimoli intellettuali dati dal fatto di avere in mano un briciolo di pezzo di storia, di indagare con curiosità su quel particolare evento commemorativo di cui il francobollo è testimone. Questo aspetto può anche portare a comportamenti che, per altre forme di investimento, sarebbero considerate poco razionali: ad esempio l’incapacità di vendere i francobolli per poter godere a pieno della propria collezione in casa

Il valore dell’investimento: un tema dibattuto

Gronchi RosaQuando si parla di investimento in francobolli, come per tante altre forme di investimento, bisogna fare delle distinzioni. Ad esempio le nuove emissioni, da molto tempo a questa parte ormai, vengono fatte in grandi quantità ed hanno un interesse limitato come investimento di breve-medio termine. Così come molto particolari, anche se a volte alla ribalta delle cronache, sono le aste dei pezzi considerati veramente molto rari e che possono raggiungere cifre considerevoli.

Per quanto riguarda i francobolli più o meno antichi, più o meno rari ma comunque di un certo valore, il tema sull’effettiva convenienza come forma di investimento è a dir poco dibattuto. Spesso si sente dire che è un bene rifugio, e che negli anni un francobollo non perderà mai valore.

D’altra parte, però, spesso ci si interroga sull’attendibilità dei principali cataloghi presenti sul mercato, (alcuni delle vere e proprie istituzioni per gli appassionati). Se l’acquisto dei francobolli presso un professionista del settore dovrebbe essere fatto a sconto (almeno del 20-30% secondo alcuni) rispetto al valore nominale del catalogo, spesso ci si lamenta di non riuscire a vendere i propri pezzi a più del 50% dello stesso valore di catalogo.

Se da una parte questa differenza può essere giustificata dal giusto compenso del rivenditore, dalla necessità ed onerosità della conservazione, ecc., l’investitore tuttavia non può non porsi la domanda se sia il caso di avventurarsi in un investimento caratterizzato da un simile handicap di partenza.

La qualità del francobollo

Non bisogna infine trascurare che il valore del francobollo dipende molto dal suo stato di conservazione (dentellatura, gommatura, vivacità dei colori, ecc.). Questo comporta dei particolari accorgimenti:

  • in fase di acquisto, per avere la garanzia che lo stato di conservazione sia coerente col prezzo
  • durante tutto il periodo di possesso del bene, per evitare di deteriorarlo
  • in fase di vendita, per vedersi riconoscere il giusto valore in base allo stato di conservazione

Conclusioni

FrancobolloIn sintesi il mercato dei francobolli, come forma di investimento, è molto complesso e non è consigliabile avere un approccio superficiale.

Bisogna affidarsi spesso a degli esperti e, contemporaneamente, essere consapevoli de limiti che abbiamo provato a riassumere.

Per un vero appassionato di filatelia il discorso è un pò diverso. Godere delle cose che si posseggono, per alcuni, ha un valore in più, un po’ come avere un bel quadro in casa: per tanti anni ne godiamo la vista, e pazienza se dopo tutto questo tempo dovessimo rivenderlo magari allo stesso prezzo di acquisto. Ci avremmo comunque guadagnato.