I Buoni del Tesoro Pluriennali, i BTP, sono dei Titoli di Stato molto popolari che presentano, rispetto ai BOT, durate più lunghe e meccanismi di funzionamento diversi.

I BTP infatti, come gli altri Titoli di Stato, servono allo Stato Italiano per finanziare il debito pubblico ma, a differenza dei BOT, prevedono lo stacco di una cedola, in genere con cadenza semestrale

La remunerazione del BTP è pertanto data da due componenti:

  • la cedola, che ha un valore dato dall’interesse del BTP
  • la differenza tra il valore nominale e quello di emissione.

Il funzionamento del BTP ed i rischi associati

BTP - Buoni del Tesoro PluriennaliVediamo quindi come funziona il BTP nella pratica.

Il BTP ha innanzitutto un valore nominale, quello che verrà rimborsato a scadenza. In questo senso si dice che è un titolo a capitale garantito. Inoltre è definito un tasso di interesse associato al BTP che determinerà il valore della cedola che verrà periodicamente versata all’investitore. Infine ogni BTP ha una durata che può variare da 3 a 50 anni (precisamente le durate possibili sono 3, 5, 10, 15, 30 e 50 anni)

Oltre alla remunerazione fornita dalla cedola, tuttavia, il rendimento dell’investimento deve tener conto anche di un’altra componente. Il prezzo di emissione sarà infatti in generale diverso da quello nominale. Nel corso della sua vita, inoltre, il BTP assumerà un valore di mercato variabile, in base alle condizioni del mercato. Semplificando, immaginiamo uno scenario in cui i tassi di interesse dei titoli di stato ancora da collocare siano in ascesa: i vecchi BTP, quelli già emessi, saranno meno convenienti ed il loro valore di mercato tenderà a scendere, e viceversa. Man mano che ci si avvicinerà alla scadenza, tuttavia, il prezzo di mercato si avvicinerà sempre più a quello nominale.

In pratica quindi il capitale è garantito solo se decidiamo di tenere il titolo fino alla scadenza. Possiamo però anche decidere di venderlo prima, e in questo caso potremmo avere un ulteriore beneficio, oltre alle cedole già maturate in passato, oppure una perdita, in base alla differenza tra il valore di mercato e quello di acquisto.

Si comprende quindi a questo punto quale sia il rischio principale connesso al BTP, soprattutto se di durata molto elevata: nel caso in cui il valore di mercato scendesse sensibilmente, e non avessimo la possibilità o la convenienza di tenere il titolo fino a scadenza, potremmo avere una remissione anche sensibilmente superiore, in valore assoluto, al beneficio della cedola.

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L’acquisto e la vendita dei BTP

Per il piccolo investitore la negoziazione dei Buoni del Tesoro Pluriennali avviene attraverso un intermediario, ad esempio la propria banca. In linea di massima sono due le fasi in cui è possibile acquistare i BTP:

  • nella fase di emissione, cosa che accade in genere due volte al mese mediante asta marginale. Non è possibile, quindi, conoscere a priori quale sarà l’effettivo prezzo di acquisto
  • durante tutta la vita del BTP, sul mercato secondario, dove è possibile acquistare, ma anche vendere, i BTP in base al loro prezzo di mercato. In questo caso quindi il prezzo del BTP è ovviamente noto

Le “varianti sul tema”: il BTP Italia ed i BTP indicizzati all’inflazione europea

BTP e Unione EuropeaNel tempo sono stati introdotti degli strumenti finanziari che in qualche modo tenessero conto anche degli effetti dell’inflazione. Ecco quindi che, tra i BTP, sono nati anche le versioni “BTP Italia” e i BTP indicizzati all’inflazione europea.

  • Il BTP Italia è caratterizzato da un tasso fisso che viene applicato al capitale rivalutato sulla base dell’inflazione italiana. E’ inoltre previsto un rendimento minimo garantito in caso di deflazione. Il valore del tasso di interesse viene definito dopo la fase di sottoscrizione. Altro aspetto importante è che il collocamento avviene tramite la piattaforma MOT, che consente quindi l’adesione anche mediante i servizi di Home Banking e trading on line.
  • I BTP indicizzati all’inflazione europea hanno una finalità simile, ovvero quella di ”proteggere” l’investimento dall’inflazione, pur se con alcune differenze importanti. In questo caso infatti sono indicizzati all’inflazione sia le cedole che il capitale, e viene garantito a scadenza il valore nominale del BTP (a protezione, anche in questo caso, da un’eventuale deflazione). Inoltre l’indice di riferimento è l’HICP, l’indice dell’area Euro sui prezzi al consumo, con l’esclusione del tabacco.