Nella nostra pagina introduttiva relativa ai Titoli di Stato abbiamo già specificato che in Italia ne esistono diverse tipologie che si differenziano soprattutto per la durata e la modalità di remunerazione.

I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sono probabilmente i Titoli di Stato più famosi, almeno nel loro nome.

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I BOT si distinguono dagli altri titoli per avere la caratteristica di essere a breve termine con una scadenza che di norma non eccede i 12 mesi.
La scadenza può essere quindi flessibile (qualsiasi durata entro l’anno) anche se generalmente questa particolare tipologia di titolo prevede una scadenza di 3,6 o 12 mesi.

I BOT generalmente sono ammessi, per quantità limitate, alle quotazioni dei mercati regolamentati al dettaglio quali il MOT (mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato) . I lotti sono in questo caso da 1.000 euro o multipli di essi.
Sui mercati regolamentati all’ingrosso quali il MTS (mercato telematico a pronti dei titoli di Stato) invece gli scambi non possono essere inferiori a 2 milioni di Euro.
Lo Stato emette i BOT tramite delle aste denominate “competitive” alle quali hanno accesso esclusivamente gli intermediari finanziari.

ll prezzo di partenza di collocamento dei titoli è stabilito durante l’asta. Le date per aste relative ai BOT annuali e semestrali sono indicate dal Ministero del Tesoro e sono visionabili sulla pagina del Ministero stessa nella sezione dedicata al  calendario ufficiale. Indicativamente le aste dei BOT annuali si tengono a metà mese mentre quelle di titoli semestrali a fine mese.

Chi vuole acquistare i BOT deve quindi necessariamente rivolgersi ad un intermediario finanziario autorizzato a tale operazione e al più tardi entro il giorno precedente a quello in cui è prevista l’asta.

I BOT hanno inoltre la caratteristica di essere titoli zero-coupon, questo significa che la remunerazione avviene attraverso il premio di sottoscrizione. I BOT vengono infatti emessi ad un valore inferiore rispetto al valore nominale di rimborso previsto per il titolo stesso.
Per tale ragione i BOT vengono definiti come titoli a sconto che rimborsano alla pari (valore di emissione inferiore rispetto al valore di rimborso). La percentuale di remunerazione che viene calcolata è quindi funzione della differenza tra i sopra elencati valori.

Come si calcola il rimborso dei BOT?

In termini matematici il rendimento può essere ricavato attraverso la formula del montante in capitalizzazione semplice:

Dove:

VN = Valore Nominale (valore di rimborso del titolo)
VE = Valore di emissione
T = durata in anni

Nel caso un cui T è inferiore ad 1 anno si avrà T = G/365

Dove G = numero di giorni effettivi di possesso del titolo.

Ad esempio nel caso di un BOT di durata annuale (12 mesi) con prezzo di emissione pari a 96 il rendimento lordo del titolo sarà pari a 100 – 96 = 4 euro. Utilizzando la formula precedente per il calcolo del rendimento si avrà:

Il rendimento così ottenuto è però un rendimento lordo. Per ottenere il valore netto bisogno tenere in considerazione che in Italia è applicata, per i BOT, l’imposta sostitutiva pari al 12,5%.

Da tenere in considerazione che la ritenuta fiscale viene applicata in forma anticipata già in fase di sottoscrizione del titolo.

Proviamo a riassumere le principali caratteristiche dei BOT:

  • Scadenza: generalmente 3,6,12 mesi anche se la durata può essere flessibile
  • Modalità di rimborso: soluzione unica alla scadenza. Il rimborso è calcolato sulla base del valore nominale
  • Remunerazione: premio di sottoscrizione (emissione sotto la pari)
  • Meccanismo d’asta: asta competitiva alla quale possono partecipare solo gli intermediari finanziari
  • Periodicità aste: una volta la mese per BOT semestrali o annuali. Per i BOT trimestrali e flessibili si effettua in funzione delle esigenze di liquidità

 

Rendimento dei BOT in Italia

Secondo quanto riportato dal dipartimento del tesoro, In Italia i tassi di interesse medi all’emissione dei Titoli di Stato presentano il seguente andamento (periodo 1990-2018).

 

 

I BOT sono titoli che anche essendo molto allettanti dal punto di vista del rendimento (il grafico sopra riportato mostra un continuo declino nel rendimento) possono tuttavia ancora essere considerati un”rifugio temporaneo” in momenti di crisi finanziaria.
I BOT, come gli altri titoli di debito emessi da uno stato sovrano, possono essere considerati investimenti a rischio basso. L’unico rischio effettivo è quello relativo alla possibilità di default (fallimento) dello Stato che li ha emessi.