ETF, non è altro che l’acronimo Exchange Traded Fund, quindi una sigla che identifica uno strumento finanziario, ovvero una particolare tipologia di fondo d’investimento o SICAV (società di investimento a capitale variabile) con due caratteristiche fondamentali e non trascurabili. La prima che è quotato e negoziato in nelle Borse valori come tutti gli altri titoli e la seconda che lo strumento replica pedissequamente l’indice (benchmark) di riferimento, attraverso una gestione passiva che non implica alcuna azione di soggetti terzi. In pratica quindi gli ETF riescono a coniugare in sé le peculiarità sia delle azioni che dei fondi di investimenti permettendo gli investitori di poter diversificare, quindi ridurre il rischio nei propri investimenti, e di avere uno strumento flessibile e trasparente e negoziabile in tempo reale

Quindi gli ETF consentono agli investitori di aprire un posizione in tempo reale su un mercato target come per esempio FTSE MIB, DAX, Nasdaq, S&P500, Nikkei, CAC40 etc etc con un prezzo che replica in maniera identica il valore del fondo in quel preciso momento; L’ ETF quindi realizza le stesse identiche performances del benchmark di riferimento, consentendo di ottenere un rendimento pari a quello dell’indice di riferimento grazie ad “gestione totalmente passiva”, ad esempio, replicando al suo interno esattamente la composizione ed i pesi dell’indice al quale si riferisce. A volte però si deve comunque considerare il tasso di cambio della valuta di riferimento, nel caso in cui la valuta dell’indice sia differente da quella di negoziazione (che è sempre l’euro), il rendimento dello strumento quindi divergerà da quello dell’indice di riferimento per via dell’andamento del rapporto di cambio tra la valuta dell’indice e l’euro.

Il prezzo di mercato di un ETF è sempre allineato NAV (Net Asset  Value), che  permette mediante il meccanismo chiamato creation/redemption in kind su mercato primario, ai partecipanti autorizzati di vendere/acquistare e rimborsare le quote scambiando gli ETF con tutti i titoli componenti l’indice di riferimento, e viceversa, e quindi tenendo il prezzo quotato in Borsa costantemente allineato al valore ufficiale dell’ETF, limitando ( ma non escludendo) la possibilità di acquisti o vendite con valori leggermente differenti dai valori di mercato. In pratica comprare un ETF vuol dire prendere in una sola posizione tutti i titoli di un intero indice di mercato quindi diversificando e diminuendo il rischio dell’investimento.

Le commissioni

Come strumento di investimento gli ETF hanno delle commissione totale annua (TER) molto ridotte e sono calcolate proporzionalmente in base al periodo di possesso, invece non sono previste commissioni in ingresso o in uscita e nemmeno di sull’andamento o sulle Performances. Le uniche commissioni che l’investitore sosterrà saranno quelle applicata dal broker o dalla banca per l’acquisto o la vendita dello strumento. L’investitore inoltre può beneficiare di di proventi periodici quali dividendi o interessi che l’ETF incassa in base alla detenzione nel proprio portafoglio di strumenti che staccano dividendi o cedole e tali somme possono essere elargite agli investitori o anche capitalizzati nello strumento stesso, aumentandone quindi il valore.

Rischio di insolvenza

Gli ETF quotati regolarmente sono dei veri e proprio Fondi Comuni di Investimento oppure Sicav, quindi OICR (quindi organismi di investimento collettivo del risparmio) e quindi hanno un patrimonio separato rispetto alle società che li emettono e gestiscono. Quindi tali strumenti non rischiano l’insolvenza anche nella malaugurata evenienza di fallimento delle società emittenti o di gestione. Date queste peculiarità gli ETF si prestano sia come forme di investimento a medio / lungo termine ma anche forma di speculazione/ trading nell’intraday o addirittura come scalping. Inoltre questa possibilità di diversificazione del proprio portafoglio ed i bassi costi di gestione rendono questo tipo di strumenti gli investimenti ideali per la formazione di piani di accumulo (PAC) pluriennali finanziati attraverso versamenti periodici da parte dei piccoli risparmiatori.

I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Tra il 74 e l'89 % dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuta se comprendi a pieno il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
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