Il mercato dell’automobile vola con FCA

Il mercato dell’automobile ad aprile fa registrare un boom nelle nuove immatricolazioni, con un +9.6 % rispetto allo stesso periodo precedente. Un dato che ha confermato le previsioni degli analisti che avevano predetto questo tipo di tendenza, non lasciandosi trasportare dalla negatività del -5% nelle vendite registrato ad marzo, influenzato anche dai 2 giorni lavorativi in meno. In questo contesto positivo un ruolo importante lo gioca FCA, che chiude il primo trimestre del 2018 con un utile netto di circa 1,021 miliardi di euro, con un rialzo di circa il 59% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e per la prima volta nella sua storia supera General Motors. Altri dati importanti riguardo FCA: l’indebitamento industriale netto cala passando dai 2,39 miliardi del 2017 ai 1,313, i risultati risultano in linea con le aspettative mentre l’EBIT (earning before interests and taxes) è inferiore alle stime. FCA conferma anche le stime per l’anno in corso, con 125 miliardi di ricavo netto, un EBIT adjusted (ovvero non considerando le voci di natura straordinaria) uguale o superiore agli 8,7 miliardi di euro, 5 miliardi di euro di utile netto adjusted (anche qui non considerando le poste di natura straordinaria) e 4 miliardi di euro di liquidità netta industriale.

Guardando il quadro generale registriamo 1.348.659 vetture venduta nel mese di aprile; concentrandosi sul periodo gennaio-aprile 2018, l’ACEA, che riunisce tutti i costruttori europei di auto, comunica che le immatricolazioni sono state 5.631.331, in aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2017. Concentrandosi sui singoli paesi in cima alla classifica c’è la Spagna con il 12,3% di acquisti di vetture nuove, seguite da Regno Unito (10,4%), Francia (9%) e Germania (8%). Italia ultima in classifica in questa speciale classifica con un 6,5% positivo. Su questo dato sembra aver influito l’incertezza del governo che ha comportato oltre che l’aumento dello spread una incertezza individuale che spinge i privati a rinviare un acquisto importante come l’automobile.

Concentriamoci adesso sui dati che arrivano, per quanto riguarda le vendite, su FCA. Solo in aprile FCA ha fatto registrare un aumento delle vendite del 2,3%, arrivando ad una quota di mercato pari al 6,8%. Marchio trainante è ancora una volta la Jeep, che aumenta le vendite in aprile del 75% rispetto all’anno precedente e ampliando il discorso al quadrimestre fa registrare un aumento del 58%, con i modelli Renegade e Compass protagonisti nelle loro categorie. Importante anche la crescita che fa registrare Alfa Romeo con un +6,3% nel mese di aprile e un +13,2% nel quadrimestre con i modelli Stelvio e Giulia a farla da padrone. Per il marchio FIAT un aumento delle immatricolazioni del 6,7% nella vendite delle 500. Nel primo trimestre del 2018 FCA comunica di aver venduto un totale di 1.204.000 veicoli, grazie alla grande performance nel settore Nafta e Latam (Nord America ed America Latina) e al 37% delle consegne globali di Jeep.

Importante registrare anche il trend degli acquisti in base all’alimentazione dell’automobile che si va a comprare. Infatti si può notare come la “demonizzazione” del gasolio a causa degli scandali che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni, stia portando all’orientamento anche sulla scelta dell’acquisto da fare. Questo se da un lato porta alcuni compratori ad orientarsi su mezzi alimentati in maniera ibrida od elettrica dall’altra parte ha riportato in auge anche i veicoli a benzina, di certo non una bella notizie né per l’ambiente né per le tasche dei consumatori. Anche se alla fine gli acquirenti optano per l’acquisto di un auto a diesel, il semplice fatto di averci perso tempo nel rifletterci, comporta naturalmente una alterazione nelle percentuali assolute. Alcuni numeri che spiegano meglio la situazione: nel primo quadrimestre in Europa le auto alimentate a Diesel hanno subito un decremento del 17% mentre quelle alimentate a benzina hanno avuto un aumento del 14% e quelle ibride ed elettriche un aumento del 47%, anche se in numero assoluto queste ultime è ancora modesto.

FCA naturalmente segue questo trend e vedremo in che modo l’azienda guidata, per il momento, da Marchionne agirà in tal senso. Il CEO di Fiat Chrysler Automobile ha infatti ribadito la propria volontà di lasciare l’incarico alla fine del 2019. Alla domanda precisa di alcuni analisti che lo punzecchiavano dicendo che questo poteva essere il periodo peggiore per lasciare la guida di un gruppo automobilistico con tutte le conseguenze che ne seguono, paventando un possibile ripensamento, Marchionne ha ribadito che l’eventualità di restare oscilla tra “zero e niente”. Tralasciando le battute, ha confermato come all’interno del gruppo dirigente ci siano figure preparate e stimabili per prendere le redini dell’azienda al suo posto. Tutto questo lo vedremo dopo che FCA avrà approvato il in assemblea i conti del 2018.

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