Il governatore della Bank of England dichiara che il Bitcoin ha fallito

Bank of England & Bitcoin

Non solo parole…

Il governatore della Bank of England ha gettato un po’ di acqua volta a freddare i bollenti spiriti  che avvolgono il mondo delle criptovalute. Tali parole “sminuiscono” in modo chiaro la capacità del Bitcoin, e dei suoi fratelli minori, di rivoluzionare il futuro dei pagamenti (o del denaro in generale), sostenendo che il maggior vantaggio si trova nella tecnologia di base e non sulla valuta virtuale in se stessa.

Durante il discorso per l’inaugurazione della Scottish Economics Conference presso l’Università di Edimburgo, Mark Carney ha affermato che se le criptovalute non pongono rischi immediati per la stabilità finanziaria, esse “falliscono” nel realizzare il ruolo del denaro.

Durante il discorso agli studenti della Regent’s University di Londra ha affermato che il Bitcoin: “ha praticamente fallito finora sugli aspetti tradizionali del denaro. Nessuno lo usa come mezzo di scambio“.

Lo stesso Governatore ha aggiunto che la tecnologia sottostante la criptovaluta potrebbe però ancora rivelarsi utile per verificare le transazioni finanziarie in modo decentralizzato.

L’uso del denaro digitale ha sollevato “una serie di dubbi relativi alla tutela dei consumatori e degli investitori, all’integrità del mercato, al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo, all’evasione fiscale e all’elusione dei controlli sui capitali e delle sanzioni internazionali“, ha poi affermato.

Le sue dichiarazioni arrivano proprio quando inizia a delinearsi una chiara divisione nei servizi finanziari sui meriti delle valute digitali, la cui natura volatile ha visto i prezzi salire e precipitare regolarmente negli ultimi mesi.

Leggi anche: Criptovalute, un argomento molto caldo

L’argomentazione secondo cui le criptovalute non sono ideali per l’uso come mezzo di scambio, generalmente oggi viene fatta in riferimento al Bitcoin. Il maggior problema per questa criptovaluta sembra derivare soprattutto da un elevato costo delle commissioni delle transazioni.

Il 24 gennaio 2018 Stripe, una delle maggiori piattaforme utilizzate per ricevere pagamenti di diverse modalità (tra cui le criptovalute), ha annunciato che da aprile il servizio non sarà più disponibile per i pagamenti in Bitcoin a causa proprio dei sopra citati costi di commissioni elevati e tempi lunghi di conferma.

A dicembre anche la piattaforma di gioco Steam aveva smesso di accettare pagamenti in Bitcoin, lamentando anch’essa commissioni di transazione fino a $20 oltre ad elevata volatilità.

I motivi sopra citati hanno indotto i clienti di diverse piattaforme ad una progressiva perdita di interesse verso tale modalità di pagamento. Le due aziende indicate non sono però le uniche ad aver abbandonato tale tipologia di pagamento. Molte ancora iniziano ad essere dubbiose e probabilmente seguiranno la stessa strada.

Possiamo dire che questa sia la fine delle criptovalute?

La stessa Stripe afferma che in generale bisogna rimanere ottimisti, non esiste solo il Bitcoin.
Le altri varianti (ce ne sono differenti) potrebbero comunque diventare popolari e mantenere costi di commissioni bassi e veloci tempi di conferma.

Verso uno standard condiviso con il resto del sistema finanziario…

Carney ha confermato che gli organismi di controllo del Regno Unito volevano assicurarsi che per le società finanziarie operanti nel mercato delle criptovalute, compresi i gruppi di scambio specializzati, fossero mantenuti gli stessi standard di regolamentazione delle altre società finanziarie operanti in mercati differenti.

Criptovalute

Carney ha anche avvertito che qualsiasi isolamento delle criptovalute rischia di soffocare lo sviluppo delle tecnologie alla base e del potenziale derivante dall’utilizzo del registro distribuito.  I registri distribuiti, di cui sicuramente la blockchain è la più conosciuta, hanno il vantaggio di riuscire a far risparmiare miliardi di dollari in costi post-negoziazione.

Tale aspetto ha ovviamente già suscitato l’interesse delle banche di investimento globali che hanno collaborato al fine di permettere un utilizzo sempre maggiore di tale tecnologia.  Secondo Carney questa tecnologia potrebbe “aumentare l’efficienza della gestione dei dati” e “migliorare la trasparenza (e la verificabilità) attraverso la creazione di registrazioni di transazioni istantanee, permanenti e immutabili“.

Regolamentazione BitcoinCarney ha aggiunto che tutto ciò potrebbe trasformare il modo attuale che le persone adottano nel gestire le loro interazioni con le agenzie pubbliche, con i registri fiscali e medici fino a come le aziende gestiscono le loro catene di approvvigionamento.

Sarà probabilmente cambiata la percezione riguardo le criptovalute ma possiamo affermare che l’interesse, seppur mutato di forma, rimane comunque alto.

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