I titoli europei secondo Morgan Stanley

2018: L’anno dell’Europa

Secondo quanto riportato da una ricerca condotta da Morgan Stanley, quest’anno investire in titoli europei potrebbe essere un buon affare. Tale ricerca si basa su valutazioni oggettive e fondamentali, non sulla facile “euforia” dei mercati.

I ricercatori della Morgan Stanley Research sono convinti che quest’anno l’Europa in ambito finanziario brillerà in un modo sorprendentemente, secondo la loro analisi ci si aspetta, infatti, che le azioni dell’UE superino di gran lunga quelle degli altri continenti.

Tale conclusione è basata sulle seguenti motivazioni:

  • Le valute della regione EU sono generalmente più forti di molti pari presenti nei mercati sviluppati.
  • Il credito UE sembra preferibile rispetto a quelle degli Stati Uniti o dell’Asia.
  • l’Europa orientale ha migliori margini di crescita rispetto agli altri mercati emergenti.

Quali sono i punti di forza?

Le recenti analisi di mercato stanno evidenziando in modo sempre più chiaro un rafforzamento dell’eurozona dopo una prolungata fase di stallo post-crisi.

La spesa dei consumatori è cresciuta e la disoccupazione è tornata ai livelli osservati nel 2005, il settore pubblico ha sostanzialmente completato il risanamento di bilancio.

Secondo la ricerca di Morgan Stanley questo miglioramento sembra essere costruito su solide fondamenta. Il volume prestiti al consumo e la crescita dei prestiti alle imprese sono in aumento, la pressione fiscale, seppur in modo modesto si sta, inoltre, allentando.

Chiaramente nell’ eurozona la situazione non è omogenea, ci sono per ovvi motivi, regioni che sembrano ancora essere un passo indietro rispetto quanto detto nelle righe precedenti.

Dal punto di vista politico, sempre secondo Morgan Stanley, il periodo più critico è stato lo scorso anno quando si è andati al voto nei paesi quali Francia, Germania e Paesi Bassi. l’Italia si appresta invece ad andare al voto tra meno di 2 settimane. La nuova legge elettorale, per quanto imperfetta, potrebbe però ridurre almeno il rischio di esiti estremi. Ciò è in contrasto con gli Stati Uniti, dove la riforma fiscale è ormai  lasciata dietro le nostre spalle e dove sono in programma le elezioni chiave di medio termine.

Tra tutti i titoli, secondo sempre la suddetta ricerca, da preferire in Europa sono le utilities.  La volatilità del mercato e i tassi in rialzo hanno fatto sì che tale settore ha subito, da inizio anno, un deprezzamento pari al 10%.

Più penalizzate risultano le società operanti in mercati regolamentati, tra tutte quelle da preferire in vista di probabili correzioni del prezzo di mercato, sono: Enel , Iberdrola, Sse e National greed.

Perché preferire le utilities?

Da sempre le utilities vedono le proprie performance aventi uno stretto legame con i rendimenti obbligazionari.
Secondi le analisi condotte, quello delle utilities “regolamentate” è il settore che va peggio in assoluto quando i rendimenti dei bond salgono in Germania e negli USA. Il deprezzamento di tale settore sembra inoltre essere stato penalizzato da un possibile aumento dei rischi regolamentari in Spagna e Germania.

Nonostante tutto questo, Morgan Stanley è convinta che ci sono delle ottime possibilità derivanti dall’ingresso in questi mercati.

Quali sono i motivi di questa convinzione?

Il principale motivo riguarda il sottostimato prezzo delle azioni che sono state citate in precedenza. La differenza di prezzo attuale rispetto al target price, mette in evidenza le potenzialità su tali titoli.

Da tenere in considerazione, inoltre, che anche l’eventuale aumento dell’inflazione e dei tassi per questo settore non rappresentano in assoluto una cattiva notizia.
In particolare gli esperti ricordano che sia in Italia che Gran Bretagna i ricavi, ad esempio, sono legati all’inflazione. Per questa ragione secondo Morgan Stanley alcuni titoli, come ad esempio National greed, oggi ha un prezzo inferiore rispetto a quello target.

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