Facebook: priorità privacy e il titolo crolla oltre il 20%

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Le azioni di Facebook sono crollate di ben il 24% nelle contrattazioni a di ieri pomeriggio (25/07/2018) dopo che la società ha dichiarato di aspettarsi un rallentamento della crescita dei ricavi a causa del cambio di priorità.

Facebook mette al primo posto la privacy

Una nuova esperienza utente in arrivo

Facebook-CambridgeLa forte reazione di Wall Street ha seguito un rapporto sui guadagni che metteva in evidenza una crescita più lenta del previsto nei numeri degli utenti e nelle entrate pubblicitarie.
Le entrate complessive hanno toccato i 13,2 miliardi di dollari nel trimestre, in aumento del 42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma inferiori alle stime di Wall Street. Il titolo è leggermente rimbalzato con il passare della giornata, ma le notizie hanno chiaramente spaventato gli investitori.

Il rapporto sui guadagni ha offerto lo spunto più chiaro su come la debacle di Cambridge Analytica abbia influito sul business del colosso del web. La notizia che l’azienda di dati ha avuto accesso ad informazioni provenienti da ben 87 milioni di utenti di Facebook (FB) senza la loro autorizzazione era stata divulgata nelle ultime settimane del primo trimestre.

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Il raro momento di debolezza avvenuto ieri è arrivato mentre gli investitori guardavano da vicino l’azienda per i segni derivanti dai danni persistenti dopo mesi di cattiva stampa, sdegno degli utenti e adeguamento normativo.

Durante una conference call con gli analisti, il CFO di Facebook David Wehner ha precisato che la crescita delle vendite potrebbe ulteriormente ridursi, dato che la società ha deciso di dare priorità a nuovi formati come Stories e di offrire agli utenti “una maggiore scelta in termini di privacy”.

Wehner ha affermato che l’attenzione al “mettere la privacy al primo posto” nel processo di sviluppo del prodotto probabilmente avrà un impatto sulla crescita dei ricavi. Rispettare le nuove normative circa la protezioni dei dati in Europa è un lavoro che implica forti investimenti.
Facebook si aspetta quindi un aumento dei flussi in uscita. Wehner ha dichiarato che la società investirà “miliardi di dollari all’anno” per migliorare la sicurezza, punto estremamente delicato e certamente di rilievo e spessore importantissimo per il proseguo del business della società. “Pensiamo che sia la cosa giusta da fare per il business”, ha aggiunto.

I commenti fanno eco ad un impegno che l’amministratore Mark Zuckerberg ha preso circa ingenti investimenti nella “prevenzione degli abusi” che di certo avrebbero ridotto la redditività della piattaforma.
Secondo l’analista di Wedbush, Michael Pachter, il rallentamento delle vendite è una ferita auto-inflitta, non il risultato di utenti o inserzionisti in fuga dalla piattaforma.
“Le ricadute provengono dall’interno dell’azienda nel tentativo di limitare notizie false, informazioni offensive e violazioni della sicurezza / della privacy”, ha dichiarato Pachter tramite e-mail.

Il social network ha aggiunto 22 milioni di utenti attivi al giorno a livello globale nel corso del trimestre. Ciò rappresenta comunque un rallentamento rispetto ai 41 milioni di utenti giornalieri aggiunti nello stesso trimestre dello scorso anno ma non certamente un calo dovuto alla fuga di utenti.

Allo stesso tempo i dati di Facebook sono rimasti invariati o si sono addirittura ridotti in alcuni dei suoi mercati più sviluppati.
Il numero di utenti giornalieri è rimasto invariato negli Stati Uniti e in Canada ed è diminuito in Europa. Facebook ha avuto 279 milioni di utenti al giorno nel secondo trimestre, in calo rispetto ai 282 milioni del trimestre precedente.
Il leggero declino è stato in parte attribuito al lancio di nuove normative sulla protezione dei dati. Anche prevedendo un rallentamento della crescita delle vendite, i dirigenti di Facebook hanno ricordato agli investitori quanto sia vasto l’attuale pubblico: 2,5 miliardi di persone hanno utilizzato almeno una delle app di Facebook (che includono Instagram, WhatsApp e Facebook) il mese scorso. “Riteniamo che questo numero rifletta meglio le dimensioni della nostra comunità”, ha affermato Wehner.

Facebook ha trovato il successo con le tre app enfatizzando Stories, un formato visuale e tipicamente effimero sperimentato da Snapchat. Ma tutti i benefici riscontrati potrebbero venire a scapito della crescita delle vendite di annunci.

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