Elezioni 4 Marzo: quali saranno gli impatti sui mercati azionari?

A meno di una settimana dal voto sono molte le persone che si domandano quali potrebbero essere le ripercussioni del risultato sui mercati azionari. In questo articolo proveremo a descrivere, secondo quanto riportato dai massimi esperti del settore, tutti i possibili scenari.

Iniziamo subito con il dire che le elezioni italiane sono state segnalate come un importante evento politico con il potenziale di scuotere i mercati finanziari.

Su tale argomento ha espresso le sue opinioni anche il presidente della Commissione Eu Jean-Claude Junker, riportiamo di seguito quanto detto in una recente intervista:

“Dobbiamo prepararci per lo scenario peggiore e il peggior scenario potrebbe essere nessun governo operativo”

Una frase sicuramente molto forte, che ha certamente un reale fondamento vista la situazione politica che sta attraversando il paese.

Secondo il presidente della commissione Eu, quello di inizio marzo sarà un momento molto importante per il futuro dei mercati finanziari dell’eurozona. Oltre alle elezioni in Italia vi sarà anche il risultato del cosiddetto referendum Spd in Germania. Due eventi molti importanti per Junker il quale ha poi aggiunto che questi elementi di incertezza potrebbero provocare “una forte reazione dei mercati finanziari”. E ancora, “Non mi faccio illusioni sull’Europa, meglio non essere troppo ottimisti”.

Riguardo la situazione in Italia, abbiamo trovato un interessante articolo di swissquote che analizza tutti i possibili scenari. Ripercorriamoli insieme:.

Innanzitutto come sappiamo bene, gli scenari dopo il turno elettorale di domenica 4 marzo possono essere diversi, secondo i sondaggi il movimento 5 Stelle potrebbe essere una ventata di novità nel paese. Tuttavia, la coalizione di centrodestra potrebbe beneficiare della nuova legge elettorale. Poi vi è il partito democratico che sembra essere il meno accreditato, riuscirà quest’ultimo a rovesciare la situazione a proprio favore?

Andiamo nel dettaglio

Una vittoria del movimento 5 stelle cosa comporterebbe?

Nonostante le ultime elezioni amministrative non abbiamo avuto un risultato favorevole per i pentastellati, il consenso rilevato dagli ultimi sondaggi sembra comunque rimanere molto alto.
Il movimento di Beppe Grillo dovrà raccogliere molti voti se vorrà dimostrare che vale, la legge elettorale non gioca infatti a favore della politica “solitaria” adottata dal movimento stesso.

Come reagiranno i mercati ad una possibile vittoria dei 5 Stelle?

L’impatto sui mercati, che un po’ di tempo fa poteva dipendere dall’approccio che il Movimento aveva nei confronti dell’Europa, cambiato nell’ultimo periodo, ora è legato esclusivamente all’incertezza del raggiungimento della soglia del 40% (che garantirebbe una stabilità di governo) e all’inesperienza in ambito europeo del “giovane” movimento.

Quello che si prospetta è quindi un possibile deprezzamento dell’euro ed un contestuale aumento dei titoli di stato.

 

Vediamo ora cosa potrebbe comportare una vittoria del PD

La vittoria del Partito Democratico potrebbe essere percepita dal mercato come un segnale di stabilità, rendendo lo stesso meno nervoso, alla luce anche della politica pro-Europa messa in atto durante il precedente governo.

Questo si potrebbe tradurre in un maggior rafforzamento della moneta unica nei confronti delle altre valute.

La più grande incertezza però rimane al momento quella di riuscire a conquistare la maggioranza. Il Partito Democratico, come ben noto, ha subito nell’ultimo anno una forte flessione in termini di consensi.

Riuscirà il PD a stravolgere la situazione a meno di un settimana dal voto?

 

Cosa accadrebbe invece n caso della vittoria del centro destra?

L’ampia coalizione messa in piedi dalle forze di centro destra, è probabile che riesca ad accumulare un numero tale di voti da consentigli di vincere le elezioni. Il rischio è che però nessun partito abbia la maggioranza assoluta e questo minerebbe la possibilità di avere un governo stabile.

I mercati inoltre non hanno certo memoria corta, non hanno dimenticato la crisi del governo Berlusconi nel 2011 che ha visto un rialzo dei tassi dei titoli di stato fino al 9%. Berlusconi che risulta ancora oggi leader indiscusso di Forza Italia, partito che negli anni non sembra esser capace di trovare un’alternativa valida.

In caso di vittoria si prevede quindi un deprezzamene dell’euro con un contestuale aumento dello spread e una forte volatilità dei maggiori titoli azionari.

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