Riflettori su… bagarinaggio online e secondary ticketing

Nuove commodities presto sui mercati finanziari?

Secondary ticketing, il problema del bagarinaggio online

E se i biglietti dei concerti diventassero un bene su Commodity da trattare nei mercati finanziari? Per me sarebbe un dramma esistenziale!

Scriviamo questo posto alla luce del clamore sollevato dal caso dei prossimi concerti dei Coldplay a Milano, e di tutto il polverone alzato contro il “secondary ticketing”, ovvero il “bagarinaggio on-line”, grazie alle denunce di Claudio Trotta (patron della Barley Arts) che sono sfociate in una sentenza di primo grado da parte del tribunale di Roma in cui, come da nota della Siae: “inibisce a Live Nation, Seatwave, Ticketbis e Viagogo l’ulteriore vendita diretta o indiretta sul mercato secondario dei biglietti dei concerti dei Coldplay del 3 e 4 luglio 2017 allo stadio San Siro di Milano“, fissando inoltre “una penale di 2.000 euro per ogni ulteriore biglietto venduto in violazione dell’ordine di inibizione e condanna le parti chiamate in causa a rifondere a SIAE e a Federconsumatori tutte le spese processuali”.

False illusioni: i biglietti sono ancora merce rara e si commerciano online

I contratti futuresQuesta sentenza, sembrava colpire letalmente le società di secondary ticketing e le compagnie come Live Nation che le rifornivano di biglietti, e che magari sono i reali proprietari di queste società. Nella realtà dopo una settimana non è cambiato nulla, Viagogo continua a vendere montagne di biglietti per gli eventi, come per il prossimo concerto italiano dei Guns’n’Roses a Imola, anche prima che ufficialmente le vendite siano iniziate. Ora io sono un grandissimo fruitore di concerti, ne vedo tanti, oltre 50 l’anno, da piccoli concerti con 30 paganti ad eventi come Springsteen al Circo Massimo con 60.000 persone, o festival come il Primavera Sound; non vorrei mai e poi mai che i biglietti dei concerti diventassero un bene da essere trattato nelle Borse.

Secondary ticketing, un problema

E se fosse proprio questa la naturale evoluzione di un mercato mondiale da oltre 8 miliardi di dollari?

Dopotutto oltre al discorso del bagarinaggio elettronico, che lucra sulla passione dei fans, che succederebbe se i cantanti ed i loro promoter per massimizzare i loro ricavi decidessero che i prezzi dei biglietti non fossero fissi e se si utilizzasse il dynamic pricing come modello per valutare il prezzo del biglietto, come avviene già negli stati uniti con il baseball dove i prezzi delle partite variano a seconda dell’ora, luogo, avversario, classifica e situazione meteorologica?

Contratti FuturesCi ritroveremmo in una situazione dove magari un biglietto per un piccolo gruppo che all’inizio viene venduto a 10 euro, dopo aver lanciato una hit sulle radio ed in tv potrebbe schizzare a 20 o 30 euro; e se tutto avvenisse in maniera regolamentata nei mercati finanziari e la gente potesse investire, o meglio scommettere sull’andamento dei prezzi comprando o rivendendo blocchi di biglietti, o magari scommettendo addirittura sull’annullamento del concerto stesso? In pratica si replicherebbe tutto quello che avviene nei mercati finanziari su ogni genere di bene o eventi come oro, grano, eventi meteorologici o petrolio.

Pensiamo adesso che la finanza potrebbe iniziare pure a studiare soluzioni tipo Futures sui prezzi dei biglietti per i fans più accaniti, ovvero comprare una serie di biglietti per concerti futuri ad un prezzo stabilito da consumarsi entro una determinata data.

Dopo tutto, la trasformazione in finanza dell’arte di un cantante era già venuta in mente al “Duca Bianco” David Bowie che nel 1997 si quotò in Borsa, emettendo un derivato di tipo ABS (asset-backed securities) chiamato “Bowie Bond” garantito dalle royalties ricevute per la vendita dei propri dischi fino al 1993 (che ammontavano a circa un milione di copie all’anno). Da questa operazione pare che abbia ricavato molto denaro, alcuni parlano di oltre 40 milioni di euro, visto che il mercato della vendita dei dischi crollò e quindi riuscì a vincere una scommessa contro le sue vendite.

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