Dazi di Trump, Brexit, guerra in Siria: dove va la Sterlina?

Sterlina

Tra dazi di Trump, Brexit e guerra in Siria, dove va la Sterlina?

I conflitti in genere hanno sempre degli impatti sui mercati, e spesso anche sulle valute. Anche in questo caso, con l’aumento della tensione in Siria, gli osservatori sono molto attenti a valutare i possibili scenari che potrebbero delinearsi, a parte i primi movimenti che si sono registrati già in questi giorni.

In particolare oggi vogliamo mettere sotto i riflettori la Sterlina inglese che, conflitto siriano a parte, come vedremo, sta vivendo un momento di ripresa anche per la presenza di altri fattori che ne potrebbero influenzare l’andamento anche in futuro

L’impatto delle tensioni in Siria

Sicuramente questi ultimi giorni sono stati abbastanza roventi per il mercato Forex, con alcune valute che sono state caratterizzate da un’elevata volatilità. Cosa è successo alla valuta inglese? Sembra che la sterlina sia decisamente in una fase di rafforzamento, sia nei confronti del dollaro statunitense che dell’Euro, le principali valute di riferimento.

Gli analisti, come è facile immaginare, non possono fare a meno di confrontare i livelli attuali con quelli riscontrati prima della Brexit. Nel confronto con il dollaro statunitense non siamo ormai lontani da quei valori: con i livelli attuali della coppia GBP/USD, superiori a 1,43, siamo sotto di qualche punto percentuale rispetto al periodo pre-Brexit. Rispetto all’euro invece un po’ di strada deve ancora essere fatta, anche se ci si sta avvicinando in modo deciso ai livelli del passato.

Secondo alcuni osservatori, il fenomeno che si sta riscontrando è una sorta di ricorso alla sterlina come valuta “rifugio” in un mercato caratterizzato da una forte volatilità a causa delle tensioni politiche internazionali e che potrebbe avere impatti notevoli anche sul dollaro. L’euro invece non sembra beneficiare allo stesso modo della situazione. Vediamo perché.

La politica monetaria della BCE e della Bank of England

Come sappiamo, anche la politica economica applicata dalle banche centrali può avere un impatto rilevante sulle valute. E in questo caso sarebbero proprio le diverse posizioni che stanno prendendo la BCE e la Bank of England a determinare un vantaggio per la sterlina nei confronti dell’Euro. La BCE infatti ancora stenta a far ripartire i tassi di interesse, che dovrebbero restare invariati almeno fino alla fine del Quantitative Easing. Probabilmente dovremo aspettare il 2019 per assistere ad un aumento dei tassi nella zona Euro.

La Bank of England, viceversa, ha già aumentato i tassi nella seconda parte del 2017 e sembrerebbe che, a causa di un’inflazione abbastanza elevata (sopra la fatidica soglia del 2% che costituisce il “miraggio” per la BCE e soprattutto per i tedeschi), stia valutando un secondo aumento per l’immediato futuro. Sarebbe proprio questa differente politica sui tassi d’interesse a favorire un apprezzamento della sterlina, e non dell’euro.

L’effetto dei dazi di Trump

Sempre restando in tema “sterlina come bene rifugio”, secondo alcun osservatori anche le tensioni innescate dai dazi imposti da Trump potrebbero avere il loro peso.

Come sappiamo il Presidente degli Stati Uniti sta portando avanti una politica da alcuni considerata addirittura protezionistica. Questo potrebbe avere un impatto non indifferente su euro e dollaro statuinitense, e sarebbe quindi un elemento in grado di favorire l’apprezzamento della Sterlina inglese in questa fase di mercato caratterizzata, come abbiamo visto, da una notevole turbolenza.

L’effetto Brexit

Molti si ricorderanno delle previsioni particolarmente pessimistiche sulla tenuta della Sterlina nei giorni immediatamente successivi al referendum che aveva sancito la cosiddetta “Brexit”, ovvero la fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Possiamo dire che queste previsioni siano definitivamente scongiurate?

Di fatto sembrerebbe di sì: come abbiamo visto il valore della Sterlina, se rapportato all’Euro e soprattutto al Dollaro, si sta avvicinando ai livelli delle settimane prima della decisione sulla Brexit. Tuttavia non si può non notare che l’economia del Regno Unito non è pienamente in ripresa, anzi la tensione per l’avvicinarsi della Brexit sembra palpabile: forte rallentamento della produzione industriale, deficit commerciale, PIL che cresce meno del previsto.

Tutto questo al momento sembra non penalizzare la Sterlina, come abbiamo visto. E molto interessanti sono le notizie che giungono dalla politica britannica, con i principali oppositori della Brexit che stanno addirittura ipotizzando un secondo referendum per una marcia indietro che potremmo definire clamorosa.

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