Come fa Whatsapp a generare ricavi?

Chi non conosce Whatsapp?

Non tutti sanno però che WhatsApp è stata sviluppata nel 2009 da Jan Koum e Brian Acton come applicazione di aggiornamento dello stato, come semplice strumento per indicare esclusivamente la propria situazione personale. Il nome WhatsApp, infatti, deriva dall’espressione inglese What’s up che significa proprio “come va?”.

Con il passare del tempo l’applicazione ha cambiato la sua connotazione iniziale, si passa quindi alla versione WhatsApp 2.0 che la ha trasformata  nel software di messaggistica istantanea più famosa nel mondo . Da questo momento in poi inizia la sua vera storia…

WhatsApp ad oggi offre il suo servizio ad oltre 1,5 Miliardi di persone in tutto il mondo, un numero veramente impressionante di utenti che usufruiscono del servizio in modo gratuito.

Proprio per questo la domanda che tutti ci poniamo è sempre la stessa “ma come genera ricavi WhatsApp?

WhatsApp nel 2014 è entrata a far parte dell’impero di Mark Zuckerberg. Lo stesso CEO di Facebook ha annunciato con orgoglio l’assenza di pubblicità all’interno del software.

Sicuramente nelle grandi menti degli sviluppatori di WhatsApp/Facebook ci sono dei piani ben precisi circa il suo modello di entrate, in fondo nessuno crede che sia sviluppata per fare beneficenza.

Leggi anche: Il futuro di Facebook

 

Come fa Whatsapp a generare ricavi?

Come abbiamo detto, WhatsApp non ha nessuna entrata derivante dalla pubblicità essendo quest’ultima non presente nel software. Lo scopo dei fondatori era creare unicamente una piattaforma basata su un’interfaccia semplice che consentisse un’ottima esperienza utente, importanti aspetti che sarebbero sicuramente stati inficiati dalla presenza massiva di messaggi pubblicitari.

Nel loro progetto c’era la volontà di creare una piattaforma di messaggistica istantanea per gli utenti e non per le grandi aziende che hanno come unico scopo quello di pubblicare annunci.

Anche se i rendiconti finanziari di WhatsApp non sono pubblici, Forbes ha stimato un fatturato totale di 5 miliardi di dollari e il ricavo medio per utente di 4 dollari entro il 2020.

 

Strategia di generazione dei ricavi precedente

Whatsapp ha ottenuto il suo primo finanziamento di 250k$ da “cinque ex-Yahoo!”,  amici a cui è stato concesso lo status di co-fondatori.

Il secondo e terzo round di finanziamento è stato effettuato da Sequoia Capital, che ha investito in WhatsApp Inc. un totale di 60 milioni di dollari (8 milioni nel 2011 e 52 milioni nel 2013). Queste erano le uniche fonti di reddito per i 50 membri dello staff di WhatsApp.

Le spese per gestire l’applicazione non erano molte, il costo principale includeva l’invio di un codice di verifica agli utenti.
Questo è stato il motivo per cui Whatsapp ha cancellato le commissioni di sottoscrizione di 1$ che qualche anno fa era stata applicata.

La strategia dei fondatori era quella di creare valore del marchio, rendendolo sinonimo di un’applicazione di messaggistica istantanea. Ciò ha richiesto loro di divulgare il brand in rete, farlo diventare uno strumento “indispensabile” per comunicare in modo semplice, veloce e soprattutto gratuito.

La strategia volta a creare una rete prima del denaro si è rivelata estremamente fruttuosa. Dopo due lunghi anni di corteggiamento da parte dell’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg, Whatsapp è stata acquisita, come già detto, da Facebook nel febbraio 2014 per 19 miliardi di dollari.
Tutti i dipendenti sono stati inseriti nei libri paga di Facebook, ed ora Koum fa parte del consiglio di amministrazione di Facebook.

 

Whatsapp Revenue Model (Strategia di Facebook)

L’acquisto di WhatsApp da parte di Facebook ha chiaramente aperto molte nuove porte e prospettive per il futuro dell’applicazione.

La risposta a “Come fa Whatsapp a generare ricavi?” ora sembra delinearsi in modo più chiaro.
Dopo l’acquisizione è iniziato a cambiare qualcosa.

Nasce Whatsapp Business

Facebook ha nuovi piani per Whatsapp. Il modello di remunerazione di WhatsApp che Facebook ha deciso di implementare  verte principalmente, almeno nella fase iniziale, sul segmento business.

Vista l’importanza strategica attribuita alla comunicazione tra il fornitore e il cliente, soprattutto quando questi ultimi sono dislocati in aree remote, l’idea è proprio quella di trarre un profitto dalla comunicazione diretta che WhatsApp è in grado di garantire.

In quest’ottica Whatsapp Business consente agli utenti di creare il proprio profilo aziendale in modo da essere identificata come un’azienda verificata. Le aziende verificate hanno così la possibilità di creare il loro profilo aziendale , di inserire link di collegamento al proprio sito web o alla pagina Facebook della propria attività, impostare “autorisponditori” e persino collegare a WhatsApp i loro numeri di rete fissa.
WhatsApp business è attualmente gratuita ed è pensata per essere utilizzata dalle piccole imprese. Tuttavia, possiamo aspettarci che in futuro qualcosa, sotto questo punto di vista, possa cambiare.

La compagnia ha anche introdotto, per gli utenti indiani, un’opzione di pagamento (pagamenti P2P) all’interno e di renderla l’applicazione preferita per l’invio di denaro. Questo progetto darà la possibilità a WhatsApp di monetizzare concretamente in un mercato altamente attivo.

 

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