12 novembre: la Bitcoin Connection

Pizza Bitcoin

Oggi abbiamo voluto citare un fatto storico degli anni 80 per provare a spiegare quello che sta accadendo in questi giorni di novembre alla più potente delle criptovalute in circolazione: il Bitcoin.

Nel 1987 a New York si svolse il processo noto come Pizza Connection, condotto dall’allora giovane pubblico ministero Rudolph W. Giuliani che smascherò una vasta organizzazione criminale che collegava la mafia siciliana ad una dozzina di pizzerie del nord America. Tra il 1975 e il 1984 queste attività commerciali vennero utilizzate sia per la distribuzione di circa 750 chili di eroina nel mercato nord americano e sia per riciclare parte dei proventi della vendita che raggiunse la cifra “pazzesca” di 1,4 miliardi di euro del tempo.

Pizza Connection

La Bitcoin Connection

Il paragone tra il Bitcoin di oggi e l’eroina degli anni 80 anche se potrebbe sembrare azzardato per certi versi non lo è, infatti:

  • entrambe non sono mai state controllate dalle autorità pubbliche e solo la domanda e offerta ne determinano il valore di mercato;
  • i produttori di Bitcoin (i miners) come quelli delle droghe sono ricchissimi e quindi hanno mezzi adeguati per fare lobby e indirizzare il mercato a loro piacimento;
  • Come tra le differenti droghe anche tra le cripto valute si stanno scatenando delle guerre civili sanguinarie (“finanziariamente parlando”) con l’obiettivo di diventare le regine incontrastate del mercato.

Il Bitcoin sta entrando a Wall Street… dalla porta principale

Wall StreetE’ di inizio novembre il comunicato stampa da parte del CME Group (Chicago Mercantile Exchange) che annuncia il lancio entro la fine dell’anno di un contratto “future” su Bitcoin. Il contratto “future” su Bitcoin verrà listato e sarà soggetto alla regolamentazione del CME Group. Il nuovo contratto sarà liquidato in contanti e basato sul Bitcoin Reference Rate (BRR), un indice creato nel 2016 da CME Group e Crypto Facilities Ltd che aggrega alcuni tra gli exchanges di Bitcoin più noti: Bitstamp, GDAX, itBit e Kraken. Questo garantirà agli investitori trasparenza, informazioni sui prezzi e capacità di trasferimento del rischio sul mercato dei Bitcoin.

Da dove nasce l’esigenza e la fretta di far entrare il Bitcoin a Wall Street? Semplice! basta ricordare che attualmente la capitalizzazione di mercato delle criptovalute ha raggiunto 172 miliardi di dollari, con il Bitcoin che ne rappresenta più del 54 per cento del totale, ovvero 94 miliardi di dollari. Il solo Bitcoin muove circa 1,5 miliardi di dollari di ogni giorno ed il mondo finanziario ha fretta di iniziare a controllare questo enorme flusso di denaro.

Questa notizia è stata il traino dell’ulteriore accelerazione nella crescita del valore del Bitcoin ma anche la motivazione dell’assalto al trono da parte dell’altra criptovaluta che negli ultimi giorni ha rubato ad Ethereum il secondo posto nella classifica delle monete digitali a più alta capitalizzazione del mondo: il Bitcoin Cash (BCH).

L’assalto fallito (per ora) del Bitcoin Cash

Bitcoin CashIl Bitcoin Cash (sigla BCH, o su alcune piattaforme BCC) è la criptovaluta nata il primo agosto 2017 da un fork di Bitcoin, ovvero, da una biforcazione del registro pubblico (la “blockchain” ovvero la “catena”) che contiene tutti i dati dei possessori di Bitcoin e di quanti ne posseggono. La motivazione di questa scissione sta nel fatto che il Bitcoin originale ha un cosiddetto “problema di scaling”: infatti a causa di un’impostazione tecnica per ora ancora non modificata, Bitcoin può gestire un numero relativamente basso di transazioni (circa 2.000 ogni 10 minuti). Bitcoin Cash invece può gestirne molte di più, ed i suoi creatori per questo lo propongono come “moneta transazionale” alternativa all’originale.

Due settimane fa era previsto un aggiornamento al protocollo Bitcoin per l’aumento del singolo blocco della Blockchain da 1MB a 2MB (noto come SegWit2x) che avrebbe consentito l’elaborazione di un maggior numero di transazioni e in modo più veloce. Questo non è accaduto e la sospensione a tempo indeterminato di SegWit2x ha portato il fronte dei delusi a riversarsi letteralmente sull’avversario Bitcoin Cash, causando l’abbassamento del valore dei Bitcoin.

La forte e rapida ascesa del Bitcoin Cash è stata contemporanea ad un crollo considerevole del Bitcoin, che è sceso ad un minimo di 5.512$ la notte del 12 novembre (alle 3 di notte… un’orario che anche lo scrivente difficilmente dimenticherà visto che in un intervallo di circa mezz’ora ha visto bruciati i guadagni del suo investimento in Bitcoin degli ultimi 10 giorni) dopo aver raggiunto qualche giorno prima la quotazione record di 7.828$.

La mattina del 13 novembre il Bitcoin aveva perso sul campo di battaglia un valore complessivo pari a 20 miliardi di dollari! Al contrario il Bitcoin Cash era passato dai 10 miliardi di dollari del 10 novembre a circa 22 miliardi di dollari complessivi raggiungendo un picco di 40 miliardi di dollari durante la notte precedente.

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Bitcoin cookiesCome già accaduto altre volte in passato l’attacco al Bitcoin nasce dalla sua debolezza principale: la lentezza e l’onerosità delle transazioni sulla sua catena originaria. SegWit2x aveva l’obiettivo di velocizzarle e renderle meno onerose, ma non è stato raggiunto il consenso necessario per lanciarlo. I sostenitori di SegWit2x si sono allora buttati su Bitcoin Cash che, pur non raggiungendo i valori di mercato del primo, consente comunque operazioni più rapide e meno costose rispetto all’originale. In una notte il Bitcoin Cash è diventato la seconda criptovaluta più capitalizzata al mondo, superando per qualche ora Ethereum e ricevendo le congratulazioni del suo creatore, Vitalik Buterin. Una mossa astutissima visto che Buterin sa benissimo che una guerra civile tra le differenti fazioni del Bitcoin non può che favorire il suo Ethereum.

Ma il vero obiettivo dei sostenitori del Bitcoin Cash è quello di scalzare il Bitcoin come punto di riferimento per il contratto “future” di cui parlavamo in precedenza e previsto entro la fine anno. Questa mossa, seppur difficile nelle tempistiche, permetterebbe una scalata ancor più rapida della neonata criptovaluta grazie al flusso di denaro entrante proveniente dai ricchi investitori tradizionali.

Un ulteriore fattore da non trascurare sono le scelte che faranno i grandi minatori di criptovalute. La maggior complessità dei calcoli che stanno alla base delle transazioni comporta l’incremento degli investimenti necessari a creare le miniere e per questi soggetti scegliere una cripto valuta più veloce nelle transazioni significa condurre una attività più profittevole.

Per tutte queste ragioni molti addetti ai lavori sono convinti che SegWit2x alla fine ci sarà ed ecco spiegata la ripresa della scalata degli ultimi giorni del valore del Bitcoin, che ha superato quota 8.000$ per buona pace delle sue rivali digitali.

Il Bitcoin, Google e l’oro

Bitcoin & Gold

Concludiamo con un ulteriore testimonianza dell’ascesa del Bitcoin.

A marzo 2017, per la prima volta, la moneta virtuale più famosa al mondo superava il prezzo del bene rifugio più quotato: l’oro. Da allora l’ascesa è stata talmente uniforme nel tempo che oggi la ricerca “buy bitcoin” ha superato “buy gold” nei trend di Google (l’argento era già stato superato).

Possiamo quindi affermare che il Bitcoin supererà l’oro come bene rifugio principale? Una domanda dalla risposta difficile sia perchè il futuro del Bitcoin è ancora tutto da scrivere e sia perchè la moneta virtuale ha una natura “astratta” mentre il valore del metallo prezioso è stabilito in base al peso.

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